Roggero è pericoloso, e deve scontare la sua pena
di Luca FontòL’omicidio volontario, in Italia, è punito con almeno 21 anni di carcere: ma la pena per il più famoso dei gioiellieri, Mario Roggero – che ha ucciso due rapinatori e ha tentato di ammazzarne un terzo – è scesa a 14 anni e 9 mesi perché i giudici gli hanno riconosciuto le attenuanti generiche e l’attenuante della provocazione, dal momento che l’uomo aveva precedentemente subito altri furti.
Il precedente che però in questi giorni emerge troppo poco riguarda l’altra parte della condanna, «porto abusivo di arma comune da sparo e porto abusivo di arma in luogo pubblico». A Roggero infatti era stato tolto il porto d’armi vent’anni fa, quando patteggiò due mesi di reclusione mai scontati, «per ingiurie e minacce aggravate».
Nel 2005 il gioielliere si presentò a casa del fidanzato di una delle figlie dopo una presunta lite violenta – e dopo aver insultato, spintonato e preso a pugni il ragazzo (trattamento riservato anche al cadavere di uno dei ladri), ha puntato la pistola contro di lui e i suoi genitori. Oggi, a chi riesuma quella vicenda, la moglie di Roggero risponde che fu «istinto di protezione paterna».
Il suddetto fidanzato, stando alla ricostruzione della famiglia, alzò le mani alla ragazza e tentò di investirla con l’auto: e Roggero, invece di denunciare l’accaduto, pensò di ricorrere alla giustizia privata – come il 28 aprile 2021, quando tre uomini entrarono nel suo negozio in provincia di Cuneo con un’arma che si sarebbe rivelata finta.
In quel momento nessuno poteva immaginare che l’arma non avrebbe sparato, e lo spavento deve essere stato inimmaginabile: non abbastanza però da impedirgli di uscire dal negozio, finita la rapina, e inseguire i ladri – anche se Roggero nel processo ha raccontato che «si sono vicendevolmente puntati la pistola contro». Al contrario, uno dei tre era disarmato.
Per questo il dibattito sulla legittima difesa è sterile: gli assalitori stavano scappando, e nonostante il presunto spavento il gioielliere era freddo e lucidissimo. Nella propaganda che ha seguito la sentenza, si è detto di tutto: che i legali valutano il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (!), che Mattarella si dovrebbe «mettere una mano sulla coscienza» (!!), che la condanna «la meritano il giudice e il pubblico ministero» (firmato: Elon Musk), che la Lega candiderà Roggero non si sa per cosa (ma tanto la legge lo impedisce).
Il leghista Claudio Borghi ha depositato una proposta di legge per modificare l’articolo 52 del Codice Penale, rendendo la difesa «sempre legittima». Se approvata, tirerebbe immediatamente Roggero fuori dal carcere (di nuovo, anche se nel 2007 dovette pagare una multa). Ha già “sfoderato” l’arma due volte – e, come si dice, non c’è due senza tre.