«Non ci potete dire come protestare per il nostro diritto a una vita bella»

Dopo la manifestazione di sabato scorso, che ha visto scendere in piazza circa 10.000 persone per chiedere la riconversione della ex Gkn di Campi Bisenzio, il Collettivo di fabbrica e le realtà solidali hanno organizzato per stasera, lunedì 27 ottobre, un’assemblea pubblica al Teatro Puccini di Firenze, dal titolo “Una sana disobbedienza”.

Nel comunicato diffuso dagli organizzatori si legge: «Se volete, denunciateci tutti, perché il nostro è un atto collettivo. E non vi permettiamo di sviare dalla domanda: quando riapre la fabbrica?». La nota ripercorre i quattro anni di mobilitazione dei lavoratori, definendo le dodici manifestazioni tenute finora «la dimostrazione dell’esistenza di un muro di gomma che impedisce ogni ripartenza», e critica l’inerzia delle istituzioni, accusate di «autodichiararsi lente e impotenti».

Il collettivo parla di un «forte e legittimo sospetto di dolo», sostenendo che l’ex Gkn rappresenti «un esempio potenzialmente contagioso di dignità sociale, mutualismo e riconversione ecologica che dà fastidio a molti». Rivendicata anche l’azione di sabato scorso all’aeroporto di Firenze, quando i manifestanti hanno raggiunto la hall dello scalo e la polizia è intervenuta: «I nostri corpi sono rimasti lì, mani alzate, volti scoperti, nessuna protezione. Nessun eversivo, nessuna trama occulta. Tutto alla luce del sole».

Il comunicato sottolinea come il presidio permanente dei lavoratori sia attivo da oltre 1.560 giorni, descritto come «la forma più radicale di lotta che va avanti dal 9 luglio 2021, con pioggia, sole, vento, Natale e Pasqua». Riferendosi al piano di reindustrializzazione, il Collettivo denuncia ulteriori ritardi: «Ogni singolo giorno di rinvio fa morire il piano dal basso. I mesi sono diventati anni». E aggiunge: «Il consorzio pubblico creato ad agosto è inoperativo per altri cinque mesi per un espediente tecnico». I lavoratori annunciano di voler «rilanciare in modo autonomo» il progetto industriale attraverso nuovi azionisti popolari, considerati «un dito nell’occhio all’immobilismo dei grandi finanziatori». «Più un atto sociale verrà trattato come un fatto di ordine pubblico, più questo atto diventerà sociale», si legge in chiusura della nota, che invita la «Firenze radicale, sociale e progressista» a partecipare all’assemblea di lunedì sera.
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