L'AI può controllare tutti i tuoi spostamenti?
di Francesco MarinoLa sorveglianza può limitare la nostra libertà anche senza essere esercitata. Basta sapere che qualcuno potrebbe ricostruire i nostri spostamenti per modificare il modo in cui abitiamo gli spazi pubblici.
È quella che potremmo chiamare autocensura da sorveglianza.
Negli Stati Uniti, un'inchiesta di 404 Media ha raccontato il caso di Melisa Kyle, i cui spostamenti sono stati ricostruiti dalla polizia attraverso una rete di telecamere. Un giudice ha stabilito che quella ricerca, effettuata senza mandato e senza motivi sufficienti, violava la Costituzione americana.
In Italia, intanto, dal 30 settembre è già in vigore un decreto del governo Meloni che disciplina l'uso dell'intelligenza artificiale nelle attività di polizia, compreso il riconoscimento facciale.
In determinati luoghi ed eventi, le immagini dei volti potranno essere conservate per sette giorni e analizzate successivamente per ricerche mirate. Secondo il Garante della Privacy, tra questi eventi potrebbero rientrare anche le manifestazioni. La normativa vieta le identificazioni indiscriminate, prevede garanzie e richiede ulteriori disposizioni attuative.
La sorveglianza preventiva pone quindi una questione che va oltre la sicurezza: sapere che qualcuno potrebbe identificarci domani può spingerci a rinunciare oggi a qualcosa che siamo liberi di fare.
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È quella che potremmo chiamare autocensura da sorveglianza.
Negli Stati Uniti, un'inchiesta di 404 Media ha raccontato il caso di Melisa Kyle, i cui spostamenti sono stati ricostruiti dalla polizia attraverso una rete di telecamere. Un giudice ha stabilito che quella ricerca, effettuata senza mandato e senza motivi sufficienti, violava la Costituzione americana.
In Italia, intanto, dal 30 settembre è già in vigore un decreto del governo Meloni che disciplina l'uso dell'intelligenza artificiale nelle attività di polizia, compreso il riconoscimento facciale.
In determinati luoghi ed eventi, le immagini dei volti potranno essere conservate per sette giorni e analizzate successivamente per ricerche mirate. Secondo il Garante della Privacy, tra questi eventi potrebbero rientrare anche le manifestazioni. La normativa vieta le identificazioni indiscriminate, prevede garanzie e richiede ulteriori disposizioni attuative.
La sorveglianza preventiva pone quindi una questione che va oltre la sicurezza: sapere che qualcuno potrebbe identificarci domani può spingerci a rinunciare oggi a qualcosa che siamo liberi di fare.