Un "Tamagotchi" che sa tutto di noi

Al Meta Connect di quest’anno, Mark Zuckerberg ha presentato il futuro dell’intelligenza artificiale secondo Meta. Una parte di quel futuro, la parte più distopica probabilmente, ha la faccia di un Tamagotchi.

Si chiama Muse Charm. È un piccolo dispositivo pensato per avere sempre a disposizione Muse, l’agente di Meta, senza passare necessariamente dallo smartphone.

Muse è un agente AI - disponibile al momento solo negli Stati Uniti - che può fare cose al posto degli utenti. Può rispondere a mail, controllare il calendario, fare acquisti, prenotare alberghi. Per farlo, ha bisogno di raccogliere una quantità enorme di dati, che può ricordare nel tempo e usare per fare cose al posto dell’utente.

Sa che stiamo cercando casa, che vogliamo cambiare lavoro, quanto possiamo spendere per un viaggio, quali appuntamenti abbiamo la settimana prossima. Informazioni che non deve dedurre dal comportamento; per funzionare, ha bisogno che gliele raccontiamo direttamente.

Più un agente diventa utile, più aumenta la quantità di vita che deve conoscere.

È lo scambio che Big Tech sta chiedendo, in modo sempre più evidente agli utenti: l’intelligenza artificiale personale promette di fare sempre più cose al posto nostro, ma per riuscirci deve trasformare una parte sempre più grande della nostra vita in dati.
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