L’IA doveva liberarci tempo, invece ci chiederà di fare sempre di più
Per anni la promessa dell'intelligenza artificiale è stata sempre la stessa: più produttività, meno ore di lavoro. Ma ora è lo stesso Sam Altman a ridimensionare questa visione.
Ospite del podcast Relentless, il CEO di OpenAI ha detto di non aspettarsi che l'IA porti, su larga scala, a settimane lavorative molto più corte. Anzi, secondo lui potremmo essere ancora più impegnati.
Il motivo non è un limite della tecnologia. L'IA permette già oggi di svolgere molte attività in meno tempo, ma il punto è cosa accade a quel tempo risparmiato. Può trasformarsi in più tempo libero oppure in nuove richieste di produttività. Per Altman, sarà soprattutto la competizione a spingere verso la seconda opzione.
È uno scenario che ricorda quanto accaduto con altre innovazioni. Computer, email e smartphone hanno aumentato la produttività, ma hanno anche alzato le aspettative: rispondere più velocemente, consegnare prima, essere sempre reperibili.
Le parole di Altman sorprendono anche perché sembrano andare in una direzione diversa rispetto a quella indicata dalla stessa OpenAI pochi mesi fa. Ad aprile, nel documento Industrial Policy for the Intelligence Age, l'azienda proponeva di sperimentare la settimana lavorativa di quattro giorni, mantenendo invariato lo stipendio, e sosteneva che parte dei benefici dell'automazione dovesse tradursi in più tempo libero per i lavoratori.
Intanto, chi usa l'IA ogni giorno in ufficio non sembra vivere sempre questa rivoluzione come una liberazione. Secondo un sondaggio di Adaptavist, il 42% degli impiegati afferma di spendere più tempo a controllare e correggere le risposte dell'IA di quanto ne risparmi utilizzandola, mentre il 55% ritiene che la qualità degli output riduca l'efficienza del team.
E forse basta guardare a come lavoriamo già oggi per capire il punto di Altman: i task non finiscono, si susseguono. Chiusa una consegna, ne arriva subito un'altra. Pensare che l'IA ci farà automaticamente lavorare meno sembra quindi una promessa difficile da mantenere, almeno per tutti.