«Vivere a Milano per me è la morte», la storia di Luca

Cosa significa vivere in modo autonomo, davvero? In Valle Anzasca Luca ha acquistato una baita per 8.000 euro e ha scelto di ristrutturarla senza accesso alla rete elettrica, senza gas e senza strada asfaltata. Per due anni ha trasportato materiali a piedi lungo il sentiero, trasformando un edificio abbandonato in uno spazio abitabile e indipendente.

Ha installato un impianto fotovoltaico con batterie, costruito una stufa a legna, organizzato la gestione dell’acqua, realizzato un orto e una sauna.
La sua esperienza racconta il lato concreto di questa scelta: i costi reali, il lavoro fisico, la gestione quotidiana dell’energia e dell’inverno, ma anche l’impatto mentale di una vita isolata e lontana dai servizi.

Un racconto che mostra cosa comporta, nella pratica, costruire una quotidianità autosufficiente in montagna, lontano dallo stress e dai ritmi della città.

Di stili di vita alternativi (e molto altro) si parlerà al Viva Viva Fest, di cui VD sarà media partner, in programma dal 20 al 23 o 26 agosto nel Bosco Albergati (Modena).

Puoi vedere il video completo qui.
01:07
  • Copiato negli appunti https://www.vdnews.it/societa-e-costume/2026/05/15/video/vivere-a-milano-per-me-e-la-morte-la-storia-di-luca-21923558/
  • Copiato negli appunti <iframe src="https://www.vdnews.it/embed/societa-e-costume/2026/05/15/video/vivere-a-milano-per-me-e-la-morte-la-storia-di-luca-21923558/" width="640" height="360" frameborder="0" scrolling="no"></iframe>

Potrebbe piacerti anche