«Gomorra mi ha distrutto la vita», ha detto Roberto Saviano qualche settimana fa incontrando gli studenti dell’Università Federico II di Napoli. Quest’anno il bestseller che ha cambiato il racconto della criminalità organizzata compie vent’anni e torna in libreria in una nuova edizione Einaudi con una prefazione aggiornata dell’autore. «Mi ha tolto la libertà, mi ha rovinato l'esistenza. Ma certo – riconosce lo scrittore, sotto scorta dal 2006 – è un privilegio vedere l'impatto che ha avuto sulla realtà».

Dal libro alla serie TV, passando per il cinema e il linguaggio della cultura pop, “Gomorra” ha ridefinito estetiche, immaginari e modi di raccontare il potere criminale. Per questo sarà al centro della seconda edizione di TreSeiZero – Media Pop FEST, il festival promosso da ÀP – Antimafia Pop Academy dedicato alle opere culturali che hanno saputo incidere nel dibattito sociale e politico.

Dopo una prima edizione dedicata a “L’odio”, il film di Mathieu Kassovitz che nel 2025 ha compiuto trent’anni, il festival torna con un titolo esplicito – “GOMORRA. Tra le maglie del Sistema” – che prova a interrogarsi su cosa abbiamo davvero imparato dall’opera di Saviano.

«Non ci interessa fare un bilancio su un’opera, ma partire da lì per guardare meglio la realtà» dichiara Pasquale Grosso, presidente di ÀP – Antimafia Pop Academy;  «“Gomorra” per noi è un punto di partenza, un pretesto per parlare delle tante “Gomorra” che attraversano il Paese: territori segnati da marginalità, disuguaglianze, povertà e diritti negati».

Il festival, di cui siamo media partner, si svolgerà venerdì 8 e sabato 9 maggio negli spazi di via Contardo Ferrini 83, nella zona di Cinecittà-Don Bosco a Roma. Il programma prevede panel ispirati ai capitoli del libro e alle sue trasposizioni audiovisive, per affrontare temi come traffico di droga, economie criminali, periferie urbane, impatto ambientale, educazione e costruzione degli immaginari contemporanei. In calendario incontri gratuiti con magistrati, giornalisti, studiosi, artisti e protagonisti della scena culturale e civile.

Arricchiscono la due giorni, la mostra fotografica “Qui vive Jeeg” a cura di Fabio Moscatelli e il tavolo di confronto Keep It Real – Comunità in cammino nell’ambito del progetto che sperimenta e studia l’efficacia dell’Hip Hop come ambiente di educazione non formale in contesti di marginalità sociale.