Perché tutte le persone queer sono LGBT+, ma non tutte le persone LGBT+ sono queer?
di Vincenzo LigrestiNegli ultimi anni, soprattutto nei media, la sigla LGBT+ e la parola queer vengono spesso usate come termini ombrello per indicare la comunità. In realtà però sono profondamente diversi: mentre la sigla elenca i vari orientamenti e identità, la parola queer ha una connotazione politica molto forte.
Essere queer infatti non è solo una questione di identità o orientamento, ma di sguardo sul mondo. Significa mettere in discussione ciò che viene considerato “normale”, sfidare le regole imposte e aprire spazio alle differenze.
Come spiega Judith Butler la queernes è infatti il luogo della “contestazione collettiva”: un movimento di perenne messa in discussione dei sistemi precostituiti per renderli degli spazi di convivenza delle differenze. Proprio per questo, tutte le persone queer sono LGBT+, ma non tutte le persone LGBT+ sono queer.
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Essere queer infatti non è solo una questione di identità o orientamento, ma di sguardo sul mondo. Significa mettere in discussione ciò che viene considerato “normale”, sfidare le regole imposte e aprire spazio alle differenze.
Come spiega Judith Butler la queernes è infatti il luogo della “contestazione collettiva”: un movimento di perenne messa in discussione dei sistemi precostituiti per renderli degli spazi di convivenza delle differenze. Proprio per questo, tutte le persone queer sono LGBT+, ma non tutte le persone LGBT+ sono queer.