Alcide Pierantozzi: una vita segnata dalla terapia farmacologica
di Luca FontòA cinque anni dal suo ultimo libro, Alcide Pierantozzi è tornato in libreria lo scorso maggio con “Lo sbilico”, pubblicato da Einaudi – un romanzo «sulle sue cartelle cliniche», come l'ha definito lui stesso. Alcide infatti convive e dovrà convivere per sempre con una massiccia terapia farmacologica, che lo aiuta ad affrontare «un disturbo bipolare», «la dissociazione dell'io» e «i pensieri di mancata autoconservazione» – ma che, dall'altra parte, lo ha reso impotente e lo ha privato del desiderio sessuale.
«Sentivo di dover dire queste cose e doverle dire in questo modo», ha commentato lo scrittore, che ad aprile ha compiuto quarant'anni: «la malattia psichiatrica viene derisa ogni giorno, la gente non è in grado di riconoscere il disagio psichico e viene spesso classificato come carattere: di una persona si dice o che è una stronza o che ha bisogno di “farsi curare”».
12:35
«Sentivo di dover dire queste cose e doverle dire in questo modo», ha commentato lo scrittore, che ad aprile ha compiuto quarant'anni: «la malattia psichiatrica viene derisa ogni giorno, la gente non è in grado di riconoscere il disagio psichico e viene spesso classificato come carattere: di una persona si dice o che è una stronza o che ha bisogno di “farsi curare”».