La salute mentale è un diritto, come quella fisica
Sono già 20.000 le firme raccolte per portare in Parlamento una proposta di legge che istituisce una rete psicologica nazionale pubblica e gratuita, integrata nel Servizio Sanitario Nazionale. L’iniziativa si chiama "Diritto a stare bene", è promossa dall’associazione Pubblica e sostenuta dal fondo filantropico Project System. L’obiettivo è raggiungere le 50.000 firme necessarie per avviare l’iter parlamentare.
La proposta, frutto di oltre tre anni di lavoro da parte di esperti e professionisti, mira a creare un sistema capillare di assistenza psicologica, articolato su tre livelli (nazionale, regionale, territoriale) con strutture pubbliche stabili e personale formato in modo uniforme.
Con un investimento di 3,3 miliardi di euro l’anno entro il 2026, la legge porterebbe psicologi in scuole, ospedali, carceri, aziende, università, servizi per disabilità ed emergenze, con l’obiettivo di prevenire il disagio e ridurre le liste d’attesa, migliorando l’intero sistema sanitario.
L’obiettivo non è solo offrire cure a chi ne ha bisogno, ma intervenire in modo preventivo prima che il disagio si trasformi in emergenza, isolamento, malattia. Questo significa avere, fra le altre cose, 8mila psicologi nelle scuole e università, per riconoscere e affrontare il disagio in tempo reale; 5.000 psicologi in più negli ospedali, per ridurre liste d’attesa e rendere più umana e accessibile la cura; psicologi nelle aziende, per favorire il benessere sul lavoro e migliorare produttività e coesione; una figura specializzata (Oeas) per l’affettività e la sessualità, soprattutto nei contesti educativi e disabili.
Un altro pilastro fondamentale della proposta è il Fondo Permanente per l’Accesso Diretto alla Psicoterapia, che sostituisce e potenzia l’attuale Bonus Psicologo, rendendolo strutturale e realmente accessibile. Il fondo, con una dotazione annua iniziale di 215 milioni di euro, sarà disponibile per chi ha minori possibilità economiche, e potrà essere rafforzato anche da donazioni di cittadini e imprese, fiscalmente deducibili.
Firmare questa proposta significa chiedere un servizio psicologico pubblico, accessibile, e universale, capace di intercettare il disagio prima che diventi emergenza. Un diritto per tutti, non un privilegio per pochi.