Lo scorso giovedì, 11 settembre 2025, l’INPS ha reso note le istruzioni operative per accedere al Bonus psicologo 2025. La misura, introdotta in forma sperimentale e resa strutturale dalla legge di bilancio 2023, punta a sostenere chi vive condizioni di depressione, ansia o stress attraverso un contributo economico destinato a coprire le spese delle sedute di psicoterapia.

Potranno presentare domanda i cittadini residenti in Italia con un ISEE ordinario o corrente, in corso di validità, non superiore a 50.000 euro. L’entità del contributo varia in base al reddito: fino a 1.500 euro per chi ha un ISEE inferiore a 15.000 euro, fino a 1.000 euro per la fascia compresa tra 15.000 e 30.000 euro e fino a 500 euro per chi dichiara tra 30.000 e 50.000 euro. In ogni caso il sostegno non potrà superare i 50 euro per seduta.

Le domande potranno essere inoltrate esclusivamente in via telematica, attraverso il servizio online dell’Istituto, dal 15 settembre al 14 novembre 2025. Una volta pubblicate le graduatorie, i beneficiari avranno 270 giorni di tempo per utilizzare il codice univoco assegnato, che consentirà di accedere al servizio. Decorso tale termine, il codice verrà annullato automaticamente.

Tra le novità introdotte quest’anno, l’INPS ha stabilito che i beneficiari decadono dal diritto se non effettuano almeno una seduta entro 60 giorni dalla comunicazione di accoglimento della domanda. In tal caso è previsto un unico scorrimento delle graduatorie. Il contributo sarà versato direttamente ai professionisti che hanno erogato le prestazioni, secondo le modalità da essi indicate, senza possibilità di rimborso diretto per i cittadini.

Il provvedimento arriva in un contesto in cui il bisogno di sostegno psicologico cresce in modo significativo. Secondo le stime, cinque milioni di italiani non possono permettersi uno psicologo e sette giovani su dieci non ricevono l’aiuto necessario. La consapevolezza sull’importanza della salute mentale è aumentata negli ultimi anni, ma restano carenti i fondi per assumere nuovi specialisti, soprattutto nelle scuole, dove metà dei disturbi insorge prima della maggiore età. L’Italia è l’unico Paese europeo a non prevedere per legge lo psicologo scolastico. Ad oggi, la sua presenza è frutto di bandi o iniziative locali, come quella annunciata dalla Calabria - che da quest’anno sarà la prima Regione italiana a garantire la presenza di uno psicologo in tutte le scuole medie e superiori del territorio. Intanto, la legge che dovrebbe introdurre la figura della psicologa di base è ferma dal 2023.