La Repubblica Ceca inserisce ufficialmente la medicina psichedelica all'interno del suo sistema sanitario nazionale: con 142 voti su 159, lo scorso 17 luglio, il presidente Petr Pavel ha firmato una normativa (la prima in Europa) sull'uso medico della psilocibina per il trattamento di depressione resistente, PTSD, dipendenze e cure palliative.

La norma entrerà in vigore l'1 gennaio 2026 e sarà applicata – nel rispetto delle evidenze scientifiche – solo in strutture sanitarie autorizzate, da medici psichiatri specializzati, con documentazione clinica obbligatoria per 10 anni. C'erano già stati dei precedenti (in Oregon nel 2020 e in Australia nel 2023), ma mai nell'Unione Europea: la direttiva si disallinea però dalla Convenzione ONU del 1971, e spinge quindi Bruxelles a creare nuove linee guida comuni.

La psilocibina «funzionerà proprio come la cannabis terapeutica», ha affermato Tereza Dleštíková, «non c'è nulla da temere». Dleštíková è professoressa associata all'Università di Ostrava e membro della Società Psichedelica Ceca, che fa divulgazione sui benefici e sui rischi delle sostanze psichedeliche: «ci impegniamo a destigmatizzare queste sostanze, a indirizzarle verso la terapia e a mitigare i rischi legati al loro uso» scrivono nel loro manifesto.

La psilocibina è una sostanza psichedelica naturale, presente in alcuni funghi: il corpo la trasforma in psilocina, che agisce sul sistema nervoso centrale causando alterazioni della percezione. Storicamente utilizzata in contesti rituali da civiltà precolombiane, oggi è oggetto di studi per potenziali applicazioni terapeutiche.

Già all'inizio di giugno i parlamentari cechi avevano approvato un'altra legge pioniera in materia di sostanze psicoattive: sempre dal prossimo anno, i cittadini potranno coltivare fino a tre piante di cannabis a testa, averne 100 grammi in casa e 25 fuori. La misura serve soprattutto a ridurre drasticamente le pene ed evitare il sovraffollamento delle carceri.