Non puoi migliorare il mondo se non sei sincero con te stesso
di Samuele MaccoliniQuando ho iniziato ad andare dallo psicologo per affrontare il disturbo ossessivo compulsivo mi sono chiesto se il prezzo da pagare per il benessere mentale fosse la resa incondizionata verso un mondo ingiusto. Se sto meglio non avrò più motivi per essere arrabbiato con il sistema? Mi chiedevo.
La collettività insieme può fare cose grandiose. Talvolta vere e proprie rivoluzioni. Eppure larga parte della nostra esperienza si basa su interazioni quotidiane. Sono dunque le dinamiche e le situazioni della vita a formare la sensibilità che ci spinge a farci collettività. Ed è proprio nelle nostre vite che ci aspettiamo di godere dei benefici collettivi della lotta, proiettando mentalmente quello che auspichiamo diventi il nostro “nuovo” presente nel futuro. Finalmente giusto e felice per tutti e tutte, si spera.Dobbiamo essere realisti: forse quel futuro ideale non arriverà mai. E questo vale per tutto: dalla “persona giusta” di cui innamorarsi al lavoro che desideriamo, da quella che speriamo sarà la piena realizzazione al “sol dell’avvenire”. Nel frattempo però la vita va avanti, e ci chiediamo: quando saremo “davvero” felici?
Se accettiamo il fatto che le sorti della società non dipendono esclusivamente dalla nostra volontà non ci siamo arresi al sistema. Tutt’altro: è un atto di umiltà. Una presa di consapevolezza del margine tra aspettative (spesso imposte in modo surrettizio dal sistema stesso) e realtà. È questa consapevolezza che, io credo, ci permette di accettare la vita per quello che è. E ci spinge a fare del nostro meglio. Non per un ricatto morale, ma semplicemente perché ci fa stare bene.
Quando lottiamo per un mondo migliore non ci aspettiamo cambiamenti istantanei: viviamo il cambiamento stesso nel presente. Ed è una bella sensazione. È la stessa sensazione di gratitudine che percepiamo quando siamo gentili con noi stessi e con gli altri. Allenandoci a vivere in modo più presente la quotidianità – ad esempio con la mindfulness – possiamo adottare un atteggiamento che promuove il cambiamento. Per capirlo a volte bisogna mettere da parte orgoglio, paure e pregiudizi. E semplicemente chiedere una mano.