Cinque secoli, tra notti, emozioni e frangibile

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La prima città italiana a promuovere una raccolta museale di Arte moderna è stata Torino con la sua GAM, la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, che ha aperto nel 1863 e che oggi fa parte della Fondazione Torino Musei insieme al MAO, il Museo di Arte
Orientale, e Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica.

Oltre alle conferenze, ai dibattiti, agli incontri – e oltre alle circa 45mila opere della collezione permanente, fino all’1 marzo 2026 la GAM ospita anche ben quattro mostre e due installazioni: le installazioni sono di Davide Sgambaro, “l’intruso” di questa stagione, artista Millennial che mette nel suo lavoro la precarietà e il disincanto di un’intera
generazione.

Le mostre invece si dividono fra collettive e monografiche: una ripercorre la carriera di Elisabetta Di Maggio – carriera fatta anche di suoni e odori oltre che oggetti – con lavori storici e opere pensate appositamente per gli spazi del museo; un’altra invece riflette sugli usi e le applicazioni del mezzo fotografico attraverso le immagini di Linda Fregni Nagler.

“Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni” affianca invece artisti già presenti alla GAM con altri “ospiti”, che hanno interpretato nelle rispettive epoche la loro visione di buio onirico e simbolista: da Antonio Canova a Paul Klee, da Odilon Redon a Jackson Pollock. La videoteca, infine, accoglie il lavoro antropologico ed ecologico di Lothar Baumgarten, artista tedesco scomparso nel 2018.
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