Su Instagram l’hashtag #starterpacknoai è stato utilizzato finora 10,3mila volte. Con questo segnalatore si specifica, rivendicandolo, che l’autoritratto postato è stato realizzato senza intelligenza artificiale. La diffusione del trend Starter Pack, utilizzato da semplici utenti così come da aziende, ha infatti scatenato in pochi giorni la reazione di professionisti e professioniste dell’ambito creativo. 

 

Da qualche giorno i social si sono riempiti di immagini artificiali che presentano un autoritratto simile a un modellino circondato da oggetti e simboli che dovrebbero identificare (o comunque presentare agli occhi degli altri) la persona. Il tutto è racchiuso all’interno di una scatola pronta per essere venduta, come un pupazzetto coi suoi gadget. Ma se chiunque può condividere il suo personale Starter Pack a partire da un semplice prompt, in molti si sono opposti alla standardizzazione generata dalla produzione in serie di immagini praticamente identiche.  Secondo quanto ricostruito dal magazine culturale Étapes, a lanciare quello che ormai ha la forma e i numeri di un movimento è stato l’illustratore francese @patouret. L’8 aprile ha diffuso su Instagram il proprio autoritratto con la didascalia: «Sono stufo di questa tendenza di starter pack AI, quindi ho deciso di disegnare il mio con le mie mani. Sentiti libero di seguirmi usando #starterpacknoAI». Dato l’esempio, nei giorni successivi hanno fatto lo stesso migliaia di illustratori, designer, grafici e fotografi. 

 

Il movimento critica soprattutto l’uniformità visiva che appiattisce le imperfezioni e in generale la varietà della creatività umana. Saturati da immagini standardizzate prodotte con l’AI è sempre più difficile valorizzare e apprezzare il frutto della creatività umana, concepita nel senso più artigianale del termine. Altre critiche emerse grazie al movimento riguardano l’impatto sull’ambiente, poiché generare migliaia di immagini AI consuma moltissima energia e acqua (per raffreddare i server). Inoltre, alcuni professionisti hanno accusato le aziende di utilizzare l’intelligenza artificale per evitare di pagare grafici, illustratori o fotografi: un taglio al budget che svaluta il lavoro creativo e impatta economicamente su un settore con poche tutele.

 

L’illustratrice italiana @_giobi ha aderito all’iniziativa postando il suo autoritratto senza l’AI.  «L'ho fatto perché non ne potevo più di vedere questi Starter Pack tutti tremendamente uguali, fatti in modo sommario, senza anima», dice a VD. «Come illustratori ci siamo resi conto che queste sono immagini fini a se stesse – continua – Non c'è dietro una necessità espressiva o di condivisione. È solo un altro modo per parlare di se stessi».

Ciò non significa negare completamente l’intelligenza artificiale. «È uno strumento che va usato come tale, ma non come mezzo espressivo – spiega – È un po’ come avere Photoshop e non saperlo utilizzare: non puoi creare “solo” con quello. Devi avere un motivo, lasciarti guidare da un’idea».

Insomma, «il fatto che l'AI venga usata da tutti per fare la stessa immagine uguale è la riprova che la creatività è in realtà qualcosa di diverso. Senza uno spunto o un drive emotivo resta solo un trend», conclude l’illustratrice.