Il Van Gogh Museum di Amsterdam si trova davanti a una crisi senza precedenti: rischia la chiusura, anche a tempo indeterminato, a causa di impianti obsoleti e di un afflusso turistico ormai insostenibile. Ogni anno circa 1,8 milioni di visitatori affollano le sale che custodiscono oltre 200 dipinti e 500 disegni di Vincent van Gogh. La direttrice Emilie Gordenker ha spiegato che, come un frigorifero che va sostituito ogni quindici anni, anche il museo necessita di un rinnovamento dei sistemi di conservazione, degli ascensori, della climatizzazione e della sicurezza antincendio, ormai superati dall’uso intensivo e dall’età.

La Fondazione Van Gogh, proprietaria della collezione, chiede al governo olandese un aumento di 2,9 milioni di euro per completare i lavori previsti dal Masterplan 2028, che ammontano complessivamente a 104 milioni di euro. Il sussidio statale attuale, pari a 8,5 milioni annui, è considerato insufficiente, anche perché l’istituzione genera l’85% delle proprie entrate da biglietti, negozio e caffetteria. Una chiusura parziale o totale potrebbe quindi compromettere seriamente il bilancio del museo.

Il problema non è solo tecnico o finanziario. Il turismo dei selfie ha trasformato i capolavori in scenografie per foto rapide, spesso a scapito della loro conservazione. Opere iconiche come I mangiatori di patate diventano oggetto di una venerazione spettacolare, con file di visitatori pronti a catturare lo scatto perfetto da postare sui social. Anche le collaborazioni commerciali degli ultimi anni, come quella con Pokémon, hanno contribuito a generare un eccesso di turismo, con il museo preso d'assalto e oggetti esauriti in poche ore e rivenduti online a prezzi esorbitanti.

Il rischio di chiusura non è dunque teorico, ma una conseguenza diretta della combinazione tra afflusso eccessivo, infrastrutture obsolete e fondi insufficienti. In un’epoca in cui la fruizione dell’arte è sempre più mediatica e immediata, il caso del Van Gogh Museum solleva una domanda cruciale: come bilanciare accessibilità, conservazione e sicurezza, evitando che il fascino dei capolavori si perda tra selfie e folle?