Pokémon Go ha addestrato un'IA militare
di Tommaso ProverbioPer anni è stato solo un gioco, o almeno così sembrava. Pokémon GO ha trasformato le città in mappe interattive, spingendo milioni di persone a muoversi, esplorare e inquadrare il mondo attraverso lo smartphone. Oggi conta centinaia di milioni di download e miliardi di dollari di ricavi, ma dietro c’è un progetto più ambizioso. Niantic, azienda fondata da John Hanke, nasce con un obiettivo preciso: costruire una rappresentazione sempre più accurata del mondo reale. Nel tempo, il gioco ha iniziato a chiedere agli utenti qualcosa in più: scansionare luoghi, oggetti, spazi urbani. Un’attività apparentemente innocua che, sommata su scala globale, ha generato un’enorme quantità di dati. Ogni contenuto caricato contiene informazioni di geolocalizzazione, contesto e tempo. Un patrimonio che, secondo diverse analisi, ha contribuito alla costruzione di modelli di intelligenza artificiale capaci di ricreare ambienti reali in 3D con grande precisione.
Queste tecnologie hanno applicazioni concrete: migliorano la navigazione di robot e sistemi autonomi, soprattutto in contesti dove il GPS è instabile o assente. Ma la stessa logica può essere utilizzata anche in ambito militare. Sistemi basati su mappe così dettagliate possono essere impiegati per guidare droni, veicoli o altri dispositivi in modo sempre più preciso nello spazio fisico. Non a caso, strutture come il Pentagon raccomandano ai militari di limitare l’uso di applicazioni con geolocalizzazione e realtà aumentata in aree sensibili. Ogni immagine condivisa può rivelare molto più di quanto sembri.
Nel frattempo, il valore di questi dati è cresciuto. Secondo alcune ricostruzioni, parte di questo patrimonio sarebbe stato oggetto di operazioni economiche rilevanti, alimentando interrogativi anche su possibili legami con attori internazionali, tra cui l’ecosistema guidato da Mohammed bin Salman. Il punto però è più ampio. Quando miliardi di persone utilizzano una tecnologia ogni giorno, non stanno solo consumando un prodotto. Spesso stanno contribuendo a costruire qualcosa di più grande senza saperlo.
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Queste tecnologie hanno applicazioni concrete: migliorano la navigazione di robot e sistemi autonomi, soprattutto in contesti dove il GPS è instabile o assente. Ma la stessa logica può essere utilizzata anche in ambito militare. Sistemi basati su mappe così dettagliate possono essere impiegati per guidare droni, veicoli o altri dispositivi in modo sempre più preciso nello spazio fisico. Non a caso, strutture come il Pentagon raccomandano ai militari di limitare l’uso di applicazioni con geolocalizzazione e realtà aumentata in aree sensibili. Ogni immagine condivisa può rivelare molto più di quanto sembri.
Nel frattempo, il valore di questi dati è cresciuto. Secondo alcune ricostruzioni, parte di questo patrimonio sarebbe stato oggetto di operazioni economiche rilevanti, alimentando interrogativi anche su possibili legami con attori internazionali, tra cui l’ecosistema guidato da Mohammed bin Salman. Il punto però è più ampio. Quando miliardi di persone utilizzano una tecnologia ogni giorno, non stanno solo consumando un prodotto. Spesso stanno contribuendo a costruire qualcosa di più grande senza saperlo.