Milioni di utenti stanno disinstallando ChatGPT
L’accordo tra OpenAI e il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti, annunciato nei giorni scorsi, proprio in concomitanza dell’attacco congiunto israelo statunitense all’Iran, ha provocato un brusco calo delle iscrizioni a ChatGpt e una parallela impennata del principale concorrente, Anthropic.
Anthropic, nota per il chatbot Claude, si è opposta all’estensione senza limiti dei propri sistemi ad ambiti militari, prendendo una posizione pubblica contro l’utilizzo generalizzato delle sue tecnologie da parte del governo. Proprio dopo l’annuncio del rifiuto, i download di Claude negli Stati Uniti sono aumentati del 37% su base giornaliera venerdì 27 febbraio e del 51% sabato 28 febbraio, superando per la prima volta quelli di ChatGpt. Secondo i dati diffusi dalla società di analisi SensorTower, a partire da sabato le disinstallazioni dell’app ChatGpt negli Stati Uniti sono aumentate del 295% rispetto ai livelli ordinari, che si attestavano attorno a un tasso giornaliero del 9%.
Un contraccolpo che ha spinto l’amministratore delegato Sam Altman a correggere il tiro e promettere modifiche sostanziali all’intesa con Washington. Intervenendo su X, Altman ha ammesso l’errore di comunicazione: «Non avremmo dovuto affrettarci a pubblicare la notizia venerdì. Le questioni sono estremamente complesse e richiedono una comunicazione chiara». L’intesa con il Dipartimento della Guerra prevede la fornitura di strumenti di intelligenza artificiale per attività legate alla sicurezza nazionale. Il fondatore di OpenAI ha spiegato che verranno introdotte modifiche all’accordo, tra cui la garanzia che il sistema non sarà «utilizzato intenzionalmente per la sorveglianza interna di persone e cittadini statunitensi».
Anthropic, fondata da Dario Amodei, negli ultimi anni ha costruito la propria reputazione su un approccio prudente allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, enfatizzando la tutela dei dati degli utenti e i rischi sistemici legati a tecnologie avanzate. Una linea che l’ha distinta rispetto ad altri colossi del settore come Meta e Alphabet, ma che le ha attirato critiche dall’attuale amministrazione statunitense.