Meta è complice della disinformazione?
di Davide TragliaFra Facebook, X, TikTok e Instagram capita sempre più spesso di imbattersi in post e video creati o rielaborati con l’intelligenza artificiale che raccontano storie completamente inventate. Contenuti falsi che ci fanno indignare, ma soprattutto possono convincerci di qualcosa che non è vero, non esiste o non è mai esistito. È un fenomeno grave, che influenza la realtà molto più di quanto immaginiamo e che può diventare concretamente pericoloso, per la sicurezza e per il modo in cui guardiamo il mondo.
Secondo un’indagine citata dal Guardian, centinaia di account basati sull’IA hanno prodotto decine di migliaia di contenuti falsi, totalizzando miliardi di visualizzazioni, spesso con un chiaro taglio anti-immigrati e polarizzante. L’IA ha reso tutto più semplice e veloce, proprio mentre i nostri anticorpi si sono indeboliti: lo smantellamento del fact-checking professionale da parte di Zuckerberg ha lasciato spazio a un sistema fragile, basato sulle valutazioni degli utenti.
E così, in un ecosistema già saturo di contenuti manipolati e generati con l’intelligenza artificiale, orientarsi è diventato molto più complicato. Per questo continueremo a parlarne, da un lato provando ad analizzare, volta per volta, contenuti falsi, decontestualizzati o semplificati – soprattutto nel caso di dichiarazioni politiche – dall’altro consigliando strumenti utili per non lasciare che la disinformazione possa modificare il modo in cui viviamo la realtà.
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Secondo un’indagine citata dal Guardian, centinaia di account basati sull’IA hanno prodotto decine di migliaia di contenuti falsi, totalizzando miliardi di visualizzazioni, spesso con un chiaro taglio anti-immigrati e polarizzante. L’IA ha reso tutto più semplice e veloce, proprio mentre i nostri anticorpi si sono indeboliti: lo smantellamento del fact-checking professionale da parte di Zuckerberg ha lasciato spazio a un sistema fragile, basato sulle valutazioni degli utenti.
E così, in un ecosistema già saturo di contenuti manipolati e generati con l’intelligenza artificiale, orientarsi è diventato molto più complicato. Per questo continueremo a parlarne, da un lato provando ad analizzare, volta per volta, contenuti falsi, decontestualizzati o semplificati – soprattutto nel caso di dichiarazioni politiche – dall’altro consigliando strumenti utili per non lasciare che la disinformazione possa modificare il modo in cui viviamo la realtà.