La nuova legge italiana sull'AI rischia di non proteggerci affatto

In Italia abbiamo finalmente una legge che dovrebbe proteggerci dall’intelligenza artificiale, ma che invece rischia di fare l’opposto.

Il 17 settembre è stata approvata la prima legge italiana sull’IA. Un testo che avrebbe dovuto segnare una svolta storica, garantire diritti e trasparenza, dare regole chiare a una tecnologia che già oggi influenza la nostra vita.

Eppure è passata quasi inosservata. E soprattutto, dentro quella legge ci sono tre falle enormi che riguardano tutti noi.
A denunciarlo è la Rete Diritti Umani Digitali dopo aver seguito per mesi l’iter di approvazione, ha individuato tre punti critici in particolare.

Il primo: non ci sarà un’autorità indipendente che vigili sull’uso dell’IA.
Il secondo: non c’è un meccanismo concreto per chiedere chiarezza e tutela.
Il terzo: non è prevista nessuna norma sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici.

Questi non sono dettagli tecnici. Significa che in settori come la sanità, il lavoro o la giustizia – dove l’IA è già utilizzata – potrebbero essere introdotti strumenti che incidono sulla privacy, sulla libertà di manifestare e persino sulla partecipazione democratica.

La legge italiana sull’IA era attesa da oltre un anno. Doveva dare più diritti, ma rischia di toglierne. È per questo che cittadini e organizzazioni chiedono un cambiamento immediato.

Perché l’intelligenza artificiale può essere un’opportunità, ma senza regole solide diventa un pretesto per controllare le persone.
01:49
  • Copiato negli appunti https://www.vdnews.it/tecnologia-e-scienza/2025/09/29/video/la-nuova-legge-italiana-sull-ai-rischia-di-non-proteggerci-affatto-20146589/
  • Copiato negli appunti <iframe src="https://www.vdnews.it/embed/tecnologia-e-scienza/2025/09/29/video/la-nuova-legge-italiana-sull-ai-rischia-di-non-proteggerci-affatto-20146589/" width="640" height="360" frameborder="0" scrolling="no"></iframe>

Potrebbe piacerti anche