La vernice bianca che protegge dal caldo
di Tommaso ProverbioNelle nostre città il caldo non è più solo un fastidio estivo: è un problema di salute pubblica.
Nel 2022 le ondate di calore hanno provocato oltre 18.000 morti in Italia. Un numero che fa impressione, ma che potrebbe crescere ancora.
L’Italia, come gran parte del Mediterraneo, rischia di diventare uno degli epicentri mondiali dell’emergenza climatica. Eppure, tra le possibili soluzioni, ce n’è una che sembra quasi banale: il colore bianco.
Da qualche anno si parla di “cool roof”, tetti e superfici dipinte con vernici capaci di riflettere la luce del sole. Non è solo estetica: significa abbassare la temperatura interna delle case, ridurre i consumi di energia e limitare le emissioni di CO2.
Un tetto bianco da 100 metri quadrati può far risparmiare fino a 11 tonnellate di anidride carbonica in vent’anni. E città come Los Angeles hanno già reso obbligatorio l’uso di vernici riflettenti in molte nuove costruzioni.
Ma la ricerca sta andando oltre. Nei laboratori asiatici e americani sono nate formulazioni ultra-bianche che riflettono quasi il 98% dei raggi solari, con un effetto refrigerante superiore ai condizionatori tradizionali. Non spostano il calore: lo mandano direttamente nello spazio.
La cosa sorprendente è che l’idea non è nuova. Gli antichi greci imbiancavano le case con la calce per proteggersi dal caldo.
Oggi la scienza riprende quell’intuizione e la amplifica, combinando nanotecnologie e perfino scarti di plastica riciclata, trasformati in microscopiche bolle d’aria che migliorano la dispersione del calore.
La diffusione delle vernici bianche dipenderà da scelte politiche, costi di produzione e volontà di adottarle su larga scala. Perché contro un pianeta che si surriscalda, a volte può aiutare anche una mano di vernice.
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Nel 2022 le ondate di calore hanno provocato oltre 18.000 morti in Italia. Un numero che fa impressione, ma che potrebbe crescere ancora.
L’Italia, come gran parte del Mediterraneo, rischia di diventare uno degli epicentri mondiali dell’emergenza climatica. Eppure, tra le possibili soluzioni, ce n’è una che sembra quasi banale: il colore bianco.
Da qualche anno si parla di “cool roof”, tetti e superfici dipinte con vernici capaci di riflettere la luce del sole. Non è solo estetica: significa abbassare la temperatura interna delle case, ridurre i consumi di energia e limitare le emissioni di CO2.
Un tetto bianco da 100 metri quadrati può far risparmiare fino a 11 tonnellate di anidride carbonica in vent’anni. E città come Los Angeles hanno già reso obbligatorio l’uso di vernici riflettenti in molte nuove costruzioni.
Ma la ricerca sta andando oltre. Nei laboratori asiatici e americani sono nate formulazioni ultra-bianche che riflettono quasi il 98% dei raggi solari, con un effetto refrigerante superiore ai condizionatori tradizionali. Non spostano il calore: lo mandano direttamente nello spazio.
La cosa sorprendente è che l’idea non è nuova. Gli antichi greci imbiancavano le case con la calce per proteggersi dal caldo.
Oggi la scienza riprende quell’intuizione e la amplifica, combinando nanotecnologie e perfino scarti di plastica riciclata, trasformati in microscopiche bolle d’aria che migliorano la dispersione del calore.
La diffusione delle vernici bianche dipenderà da scelte politiche, costi di produzione e volontà di adottarle su larga scala. Perché contro un pianeta che si surriscalda, a volte può aiutare anche una mano di vernice.