Il primo disco scritto da una band e un androide
di Tommaso ProverbioL’AI è ovunque: scrive testi, crea immagini, compone musica. Ma finora è stata usata quasi sempre come un filtro, uno strumento per rielaborare materiale umano. I Brucherò nei pascoli, invece, hanno fatto un’altra cosa: hanno chiesto a un robot di creare insieme a loro.
Durante una lunga videochiamata con Sophia the robot, l’androide sociale più evoluto al mondo, la band ha avviato un vero e proprio brainstorming creativo. Sophia ha proposto il titolo dell’EP e contribuito alla scrittura della prima traccia, aprendo una collaborazione che non ha precedenti nel panorama musicale.
Il risultato è Call Me Resurging, un disco elettro-punk ruvido, glitchato, in cui l’identità sonora dei Brucherò nei pascoli si contamina con i processi logici e alieni dell’intelligenza artificiale.
Ma la vera provocazione è un’altra: questo è il primo disco mai scritto e pensato da una band umana insieme a un androide. Non un gioco, non un vezzo tecnologico, ma un dialogo creativo tra biologia e algoritmo.
In un momento in cui la musica si fa anche con gli algoritmi, questo progetto è una domanda: cosa resta dell’arte, quando l’intelligenza artificiale entra davvero nel processo creativo?
02:56
Durante una lunga videochiamata con Sophia the robot, l’androide sociale più evoluto al mondo, la band ha avviato un vero e proprio brainstorming creativo. Sophia ha proposto il titolo dell’EP e contribuito alla scrittura della prima traccia, aprendo una collaborazione che non ha precedenti nel panorama musicale.
Il risultato è Call Me Resurging, un disco elettro-punk ruvido, glitchato, in cui l’identità sonora dei Brucherò nei pascoli si contamina con i processi logici e alieni dell’intelligenza artificiale.
Ma la vera provocazione è un’altra: questo è il primo disco mai scritto e pensato da una band umana insieme a un androide. Non un gioco, non un vezzo tecnologico, ma un dialogo creativo tra biologia e algoritmo.
In un momento in cui la musica si fa anche con gli algoritmi, questo progetto è una domanda: cosa resta dell’arte, quando l’intelligenza artificiale entra davvero nel processo creativo?