Come difendersi davvero dalle chiamate spam
di Tommaso ProverbioIn Italia, ogni giorno, milioni di persone ricevono chiamate indesiderate da numeri sconosciuti. Si tratta, perlopiù, di offerte commerciali: contratti luce e gas, promozioni telefoniche, assicurazioni. Spesso la voce è registrata, a volte è un operatore insistente. In altri casi, si tratta di numeri falsi generati da software. Questo fenomeno è così diffuso da sembrare ormai inarrestabile. Il Registro Pubblico delle Opposizioni - che era stato pensato per tutelarci - funziona davvero?
Iscriversi è semplice e gratuito: basta compilare un modulo online. Dopo 15 giorni, in teoria, il nostro numero dovrebbe essere escluso dalle campagne di telemarketing. Eppure, moltissimi iscritti continuano a ricevere chiamate, e i motivi sono diversi.
Se durante la sottoscrizione di un contratto si dà anche solo inavvertitamente il consenso al marketing, si invalida di fatto l’iscrizione. Inoltre, molti call center operano dall’estero, rendendo complesso ogni tipo di controllo. Alcuni ignorano deliberatamente il Registro, contando sull’assenza di verifiche efficaci.
Per difendersi, è fondamentale evitare di dare consensi al trattamento dei dati per finalità commerciali. E se si riceve comunque una chiamata sospetta, si può presentare un reclamo al Garante della Privacy. È una procedura poco nota e a tratti laboriosa, ma può portare a sanzioni anche molto severe per le aziende coinvolte. Un’altra strategia utile è l’uso di app per il blocco automatico delle chiamate spam, disponibili per tutti gli smartphone.
Il Registro delle Opposizioni non è inutile, ma nemmeno sufficiente. La protezione della nostra privacy passa anche dalla consapevolezza: leggere attentamente i contratti, controllare periodicamente i consensi prestati, rinnovare l’iscrizione quando necessario.
Il numero di telefono è diventato una moneta di scambio nell’economia dei dati. Finché questa realtà non verrà affrontata con strumenti più efficaci e controlli più severi, la nostra privacy resterà esposta.
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Iscriversi è semplice e gratuito: basta compilare un modulo online. Dopo 15 giorni, in teoria, il nostro numero dovrebbe essere escluso dalle campagne di telemarketing. Eppure, moltissimi iscritti continuano a ricevere chiamate, e i motivi sono diversi.
Se durante la sottoscrizione di un contratto si dà anche solo inavvertitamente il consenso al marketing, si invalida di fatto l’iscrizione. Inoltre, molti call center operano dall’estero, rendendo complesso ogni tipo di controllo. Alcuni ignorano deliberatamente il Registro, contando sull’assenza di verifiche efficaci.
Per difendersi, è fondamentale evitare di dare consensi al trattamento dei dati per finalità commerciali. E se si riceve comunque una chiamata sospetta, si può presentare un reclamo al Garante della Privacy. È una procedura poco nota e a tratti laboriosa, ma può portare a sanzioni anche molto severe per le aziende coinvolte. Un’altra strategia utile è l’uso di app per il blocco automatico delle chiamate spam, disponibili per tutti gli smartphone.
Il Registro delle Opposizioni non è inutile, ma nemmeno sufficiente. La protezione della nostra privacy passa anche dalla consapevolezza: leggere attentamente i contratti, controllare periodicamente i consensi prestati, rinnovare l’iscrizione quando necessario.
Il numero di telefono è diventato una moneta di scambio nell’economia dei dati. Finché questa realtà non verrà affrontata con strumenti più efficaci e controlli più severi, la nostra privacy resterà esposta.