L'Intelligenza Artificiale può farci parlare con i morti


L’Intelligenza Artificiale sta sfidando il confine più sacro che conosciamo: la morte.
Oggi non serve più un medium o una seduta spiritica. Bastano foto, messaggi, video e qualche riga di codice per “risuscitare i morti”. Ti rispondono, ti guardano, ti chiamano per nome.

In Cina questo è già un business in piena espansione: con pompe funebri che offrono avatar digitali per i funerali, repliche vocali, chatbot interattivi dei defunti. Anche in Occidente, piattaforme come MyHeritage o progetti fai-da-te mostrano che il fenomeno è alle porte.

Ma secondo l’Università di Cambridge, questo è un campo minato etico ed emotivo. I cosiddetti deadbot potrebbero creare danni psicologici profondi, soprattutto nei soggetti più fragili. Bloccare il processo del lutto. Incatenare chi resta a un’illusione perenne.

E non finisce qui. Perché questi cloni digitali possono diventare strumenti di persuasione, marketing, controllo. Immagina la voce della persona che ami proporti un prodotto, o guidarti verso una scelta di consumo. Non è un film distopico. È una traiettoria concreta.

Dietro la promessa di “rivedere” chi abbiamo perso si nasconde un pericolo enorme: la manipolazione dei sentimenti umani più profondi, piegati alla logica del profitto. Riportare i morti alla “vita” non è un miracolo tecnologico: è un cortocircuito emotivo e culturale che rischia di compromettere il nostro modo di affrontare la perdita, la memoria, la realtà.
01:35
  • Copiato negli appunti https://www.vdnews.it/tecnologia-e-scienza/2025/04/24/video/l-intelligenza-artificiale-puo-farci-parlare-con-i-morti-19032486/
  • Copiato negli appunti <iframe src="https://www.vdnews.it/embed/tecnologia-e-scienza/2025/04/24/video/l-intelligenza-artificiale-puo-farci-parlare-con-i-morti-19032486/" width="640" height="360" frameborder="0" scrolling="no"></iframe>

Potrebbe piacerti anche