Picchiati per aver protestato per i propri diritti: i lavoratori tessili di Prato
Gli operai delle aziende tessili di Prato hanno manifestato contro le aggressioni fisiche e le intimidazioni ricevute per aver protestato contro le condizioni di lavoro disumane nel distretto, che accomunano anche altre realtà della zona. I lavoratori - perlopiù pakistani, alcuni richiedenti asilo - sono in sciopero dalla scorsa domenica per chiedere di non lavorare più 12 ore al giorno per 7 giorni, di essere messi in condizioni di lavorare in sicurezza e contratti in regola.Dal 2018, anno in cui ha cominciato a operare nella zona il sindacato Sudd Cobas, a Prato ci sono state molte aggressioni violente per reprimere e intimidire chi si ribella alle condizioni di sfruttamento a cui spesso i lavoratori sono sottoposti. Al momento, però, nessuno dei responsabili ha pagato per le aggressioni.Siamo stati alla manifestazione di domenica per raccogliere alcune delle loro voci.
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