Lo smart working aiuta le madri a non lasciare il lavoro
Lo smart working può essere uno strumento concreto per ridurre il divario economico che spesso colpisce le donne dopo la nascita di un figlio. Secondo un’analisi realizzata da Banca d’Italia, Inps ed EIEF, il lavoro da remoto aiuta le madri a restare nel mercato del lavoro e limita la perdita di reddito legata alla maternità: per le neomamme che possono accedervi, il vantaggio economico può arrivare a circa 1.100-1.300 euro in più all’anno.
Il fenomeno analizzato è quello della cosiddetta child penalty, cioè la penalizzazione lavorativa ed economica che colpisce le donne dopo la nascita dei figli. Mentre per gli uomini la genitorialità tende ad avere effetti molto più limitati sulla carriera, per molte madri il passaggio alla maternità coincide con una riduzione delle ore lavorate, una maggiore difficoltà nel mantenere il posto di lavoro o una crescita salariale più lenta.
La diffusione del lavoro da remoto ha cambiato questo equilibrio. Eliminando parte dei tempi di spostamento e offrendo maggiore flessibilità nella gestione della giornata, lo smart working può rendere più compatibile il lavoro retribuito con le responsabilità familiari, che ancora oggi ricadono in larga parte sulle donne.
Lo studio mostra che, dal 2021 in poi, le lavoratrici impiegate in settori dove il lavoro da remoto è più facilmente accessibile hanno avuto una maggiore probabilità di rimanere occupate dopo la nascita di un figlio e hanno subito una perdita di reddito molto più contenuta. In particolare, il calo dei guadagni associato alla maternità si è ridotto di circa l’87%.
Il vantaggio, però, non riguarda solo la possibilità di lavorare da casa. Secondo la ricerca, quando anche il padre ha accesso allo smart working, gli effetti positivi aumentano: la maggiore flessibilità può favorire una distribuzione più equilibrata del lavoro di cura all’interno della famiglia. Questo non significa che il lavoro agile risolva da solo le disuguaglianze di genere. Gli stessi ricercatori sottolineano che, in alcuni casi, lo smart working potrebbe anche rafforzare una divisione tradizionale dei ruoli, con le donne più spesso impegnate contemporaneamente nel lavoro e nella cura dei figli.