Lunedì in smart? Per la salute mentale potrebbe essere meglio l’ufficio
Un’ampia ricerca pubblicata su Science registra un aumento del disagio psicologico dovuto alla solitudine del lavoro da remoto
Lavorare in smart working è utile per molte ragioni, e per alcune categorie, come giovani papà e mamme, è necessario. Esistono però anche aspetti negativi legati alla salute mentale, finora poco studiati. In una ricerca pubblicata a giugno su Science Natalia Emanuel della Federal Reserve Bank of New York e colleghi hanno confrontato i cambiamenti nel benessere dei lavoratori statunitensi prima e dopo la pandemia, analizzando sia chi svolge professioni compatibili con il lavoro da remoto sia chi invece deve essere presente sul luogo di lavoro. L'analisi si basa su 5 indagini rappresentative della popolazione statunitense condotte tra il 2011 e il 2024 che hanno riguardato quasi 600mila persone. Sono stati esclusi gli anni della pandemia (2020-2021) per non influenzare i risultati.
I risultati mostrano che i lavoratori nelle professioni cosiddette “remotizzabili” hanno trascorso più tempo lavorando da soli e hanno ridotto le attività sociali, rimanendo più isolati sia durante sia dopo l'orario di lavoro. Il fenomeno risulta particolarmente marcato tra i lavoratori da remoto che vivono soli: queste persone hanno trascorso intere giornate senza alcun contatto umano, registrando un aumento significativo del disagio psicologico, del ricorso ai servizi di salute mentale e dell'uso di antidepressivi. Dallo studio emerge la tendenza del lavoratore in smart working a prolungare i momenti di isolamento anche oltre le ore lavorative e aumenta anche il numero di giorni trascorsi completamente soli. Parallelamente, lo smart working ha prodotto un aumento del disagio psicologico più pronunciato rispetto a chi non può lavorare da remoto.
Lo studio mette di fronte a quella che sembra una contraddizione: una scelta dello smart working per comodità non è sempre una scelta orientata al benessere psicologico. «Sebbene numerosi studi mostrino che i lavoratori desiderano lavorare da remoto, questi risultati indicano che molti potrebbero non essere pienamente consapevoli dei costi che tale modalità può comportare per il benessere psicologico, costi che potrebbero accumularsi nel tempo», scrivono i ricercatori nelle conclusioni.