«Sono giovane, musulmano e socialista democratico. E non voglio più scusarmi per questo»
Zohran Mamdani è il nuovo sindaco di New York. Il socialista democratico, 34 anni, nato in Uganda, diventa così il primo sindaco musulmano nella storia della città. Mamdani ha conquistato gli elettori con un’agenda dichiaratamente progressista: vicino alla corrente di Bernie Sanders, ha promesso di congelare gli affitti, rendere gratuito il trasporto pubblico e finanziare nuovi asili e case popolari con un aumento delle tasse per i più ricchi.
Il nuovo sindaco si è distinto anche per le sue posizioni a favore della causa palestinese e per le critiche rivolte in passato, durante i suoi comizi, ai coloni israeliani in Cisgiordania. Ma la sua ascesa è dovuta soprattutto a un’efficace strategia comunicativa. Mamdani ha saputo usare i social network come pochi altri: i suoi contenuti hanno raccolto miliardi di visualizzazioni, costruendo un seguito trasversale e appassionato.
La sua forza, però, non si limita al mondo digitale. Mamdani ha saputo costruire un legame diretto con i cittadini, partecipando a concerti, feste di quartiere, incontri religiosi e comizi, ma anche semplicemente camminando per le strade della città. Il suo tono è immediato, autentico, sempre sorridente.
«Amici miei, abbiamo rovesciato una dinastia politica», ha detto nel suo primo discorso dopo la vittoria. Il riferimento era al suo avversario Andrew Cuomo, ex governatore dello Stato di New York, che aveva deciso di correre da indipendente dopo la sconfitta alle primarie democratiche e che aveva ottenuto anche l’appoggio di Donald Trump. Il presidente aveva persino minacciato di tagliare i fondi alla città in caso di vittoria di Mamdani, ma l’avvertimento non ha spaventato i newyorkesi, che gli hanno consegnato quello che lui stesso ha definito un «mandato per un nuovo tipo di politica».
Il nuovo sindaco si è rivolto direttamente al presidente: «So che ci stai guardando, alza il volume. Se qualcuno può mostrare a una nazione tradita da Donald Trump come sconfiggerlo, è la città che gli ha dato i natali», ha detto tra gli applausi. Nel suo discorso, il nuovo sindaco ha voluto ringraziare la “nuova generazione di New York”: «Lotteremo per voi perché siamo voi. In questo momento, New York respira: abbiamo trattenuto il fiato per troppo tempo».
Poi ha ribadito la vocazione inclusiva della città: «New York resterà una città di immigrati. Una città costruita dagli immigrati, alimentata dagli immigrati e, da questa sera, guidata da un immigrato. Qui crediamo nel difendere chi amiamo. Che tu sia un immigrato, un membro della comunità trans, una delle tante donne nere licenziate da Donald Trump da un incarico federale, una madre single che aspetta che il costo della spesa diminuisca, o chiunque altro con le spalle al muro: la tua lotta è anche la nostra».
Visibilmente emozionato, Mamdani ha dedicato la vittoria ai suoi genitori: «A mia mamma e a mio papà: sono così orgoglioso di essere vostro figlio. Sono giovane e sono musulmano, e mi rifiuto di chiedere scusa per esserlo».
E ha aggiunto: «Mai più New York sarà una città in cui si può alimentare l’islamofobia e vincere un’elezione». Infine, ha promesso: «New York sarà la luce in questo momento di oscurità politica. Lavoreremo instancabilmente perché la luce torni a splendere. Sicurezza e giustizia cammineranno mano nella mano».
Secondo i primi dati, Mamdani avrebbe ottenuto il 51% dei voti, con uno scarto di circa due milioni di preferenze. Entrerà ufficialmente in carica il 1° gennaio 2026, succedendo al democratico Eric Adams.
L’election day ha segnato una serata positiva per i Democratici, chein New Jersey e in Virginia hanno eletto, per la prima volta, due donne governatrici.
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Il nuovo sindaco si è distinto anche per le sue posizioni a favore della causa palestinese e per le critiche rivolte in passato, durante i suoi comizi, ai coloni israeliani in Cisgiordania. Ma la sua ascesa è dovuta soprattutto a un’efficace strategia comunicativa. Mamdani ha saputo usare i social network come pochi altri: i suoi contenuti hanno raccolto miliardi di visualizzazioni, costruendo un seguito trasversale e appassionato.
La sua forza, però, non si limita al mondo digitale. Mamdani ha saputo costruire un legame diretto con i cittadini, partecipando a concerti, feste di quartiere, incontri religiosi e comizi, ma anche semplicemente camminando per le strade della città. Il suo tono è immediato, autentico, sempre sorridente.
«Amici miei, abbiamo rovesciato una dinastia politica», ha detto nel suo primo discorso dopo la vittoria. Il riferimento era al suo avversario Andrew Cuomo, ex governatore dello Stato di New York, che aveva deciso di correre da indipendente dopo la sconfitta alle primarie democratiche e che aveva ottenuto anche l’appoggio di Donald Trump. Il presidente aveva persino minacciato di tagliare i fondi alla città in caso di vittoria di Mamdani, ma l’avvertimento non ha spaventato i newyorkesi, che gli hanno consegnato quello che lui stesso ha definito un «mandato per un nuovo tipo di politica».
Il nuovo sindaco si è rivolto direttamente al presidente: «So che ci stai guardando, alza il volume. Se qualcuno può mostrare a una nazione tradita da Donald Trump come sconfiggerlo, è la città che gli ha dato i natali», ha detto tra gli applausi. Nel suo discorso, il nuovo sindaco ha voluto ringraziare la “nuova generazione di New York”: «Lotteremo per voi perché siamo voi. In questo momento, New York respira: abbiamo trattenuto il fiato per troppo tempo».
Poi ha ribadito la vocazione inclusiva della città: «New York resterà una città di immigrati. Una città costruita dagli immigrati, alimentata dagli immigrati e, da questa sera, guidata da un immigrato. Qui crediamo nel difendere chi amiamo. Che tu sia un immigrato, un membro della comunità trans, una delle tante donne nere licenziate da Donald Trump da un incarico federale, una madre single che aspetta che il costo della spesa diminuisca, o chiunque altro con le spalle al muro: la tua lotta è anche la nostra».
Visibilmente emozionato, Mamdani ha dedicato la vittoria ai suoi genitori: «A mia mamma e a mio papà: sono così orgoglioso di essere vostro figlio. Sono giovane e sono musulmano, e mi rifiuto di chiedere scusa per esserlo».
E ha aggiunto: «Mai più New York sarà una città in cui si può alimentare l’islamofobia e vincere un’elezione». Infine, ha promesso: «New York sarà la luce in questo momento di oscurità politica. Lavoreremo instancabilmente perché la luce torni a splendere. Sicurezza e giustizia cammineranno mano nella mano».
Secondo i primi dati, Mamdani avrebbe ottenuto il 51% dei voti, con uno scarto di circa due milioni di preferenze. Entrerà ufficialmente in carica il 1° gennaio 2026, succedendo al democratico Eric Adams.
L’election day ha segnato una serata positiva per i Democratici, chein New Jersey e in Virginia hanno eletto, per la prima volta, due donne governatrici.