Rio de Janeiro, 64 morti nel blitz della polizia contro i narcos
Scontri armati e scene di guerra hanno scosso Rio de Janeiro, dove 2.500 agenti hanno fatto irruzione nelle favelas del Complexo da Penha e do Alemão per una maxi operazione contro il narcotraffico. L’obiettivo era colpire il Comando Vermelho, la più potente organizzazione criminale della città.
I narcos hanno risposto con un pesante fuoco di armi automatiche, lanci di esplosivi tramite droni e barricate erette nelle strade. Per avanzare, la polizia ha impiegato mezzi blindati e veicoli da demolizione.
Dopo ore di scontri, il bilancio è di almeno 64 morti, tra cui quattro agenti, e oltre 80 arresti. Nelle aree coinvolte, dove vivono circa 280 mila persone, scuole e ambulatori sono rimasti chiusi. Il governatore Cláudio Castro ha definito l’operazione «la più imponente nella storia dello Stato».
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I narcos hanno risposto con un pesante fuoco di armi automatiche, lanci di esplosivi tramite droni e barricate erette nelle strade. Per avanzare, la polizia ha impiegato mezzi blindati e veicoli da demolizione.
Dopo ore di scontri, il bilancio è di almeno 64 morti, tra cui quattro agenti, e oltre 80 arresti. Nelle aree coinvolte, dove vivono circa 280 mila persone, scuole e ambulatori sono rimasti chiusi. Il governatore Cláudio Castro ha definito l’operazione «la più imponente nella storia dello Stato».