Gli uomini che vendono corsi per insegnare a "rimorchiare"

Metodo, controllo, disciplina: sembra un addestramento militare ma sono solo uomini che si preparano a conoscere donne e a “sedurle”. «Devi avere un atteggiamento da alpha», «la donna deve capire che sei il top player», «costruisci un’immagine da uomo dominante». Ho passato due settimane immersa tra questi slogan, per capire cosa è rimasto dei pick up artist (PUA), i guru del corteggiamento convinti di aver trovato la formula definitiva per avere successo con le donne, e dei loro corsi di seduzione - a pagamento - per soli uomini. Una nicchia che dalla manosfera è riuscita a emergere in superficie e arrivare dritta “nei per te” di TikTok. Già, perché fino a non molto tempo fa questo tipo di contenuti andava cercato su forum, gruppi, siti appositi. Adesso sono loro che trovano te.
Quello che ho visto sui social è che il mondo degli “artisti del rimorchio” è infatti più vivo che mai, proprio grazie al funzionamento stesso delle piattaforme. Questi video funzionano perché per alcuni sono consigli che arrivano senza nemmeno doverli chiedere.

Il fenomeno non è, però, nuovo e nasce a fine anni Novanta, quando gruppi di uomini cominciano a trattare e a vivisezionare i rapporti con le donne, mescolando psicologia comportamentale e programmazione neurolinguistica. Tutto per «ottimizzare le conquiste», anche se questo significa manipolare, denigrare l’altro e aderire in modo più o meno esplicito a teorie misogine. Dai libri poi ci si è spostati su internet. Da allora, pick up artist e love coach non hanno mai smesso di divulgare codici di accesso al “mondo femminile” e tecniche di seduzione, offrendo strategie sotto forma di manuali, corsi e video sui social. HB (hot babe), Newbye mission (missione di seduzione da principiante), bitch shield (donna sulla difensiva): con termini da club segreto, i guru della seduzione hanno intercettato la difficoltà di molte persone a costruire legami emotivi e intimi, offrendo la sicurezza di teoremi ed esercizi pratici da seguire per avere successo con le donne e, di riflesso, con gli altri uomini. Senza lo sguardo - e l’invidia - degli altri uomini, infatti, forse non varrebbe nemmeno troppo la pena contare le donne che si riesce a portare a letto. 

Oggi il linguaggio è ancora più carico di termini legati all’autoimprenditorialità: dal set al sound, i video dei PUA sono quasi indistinguibili da quelli che offrono corsi di trading o miglioramento personale. Anche qua spesso c’è un microfono costoso, una sedia da gaming, uno sfondo neutro e una musica epica in sottofondo. E non è un caso: al di là dei temi e dei rigidi ruoli di genere raccontati che farebbero pensare a nostalgia del passato, questi contenuti sono frutto della nostra epoca. Un’epoca in cui il miglioramento personale e la crescita non sono circoscritti più ai libri di autoimprenditorialità ma si estendono all’estetica, la cura di sé e alle relazioni.

Ed è qui che entra in gioco la sofferenza, che diventa mezzo di empowerment e punto di forza. I love coach e i pick up artist fanno leva, infatti, su cause reali di sofferenza, come una separazione, un rifiuto o la solitudine, offrendo soluzioni schematiche a questioni che non possono essere ridotte a schemi su una lavagna. Lo stesso Andrew Tate, diventato famoso per i video pieni di messaggi misogini e violenti e punto di riferimento della manosfera, ha detto che è la sofferenza ad averlo reso quello che è.

Il risultato è un mix di strategie e principi che non sono solo fuorvianti, ma anche molto pericolosi. In uno di questi video si parla degli uomini che piangono come «uomini che non sanno controllarsi e che quindi potrebbero essere, un domani, violenti con le donne»: essere vulnerabili non è letto come un gesto umano, ma come un segno di debolezza. Oppure si parla delle donne misurandole sulla base del loro aspetto fisico, appiattendole sul piano psicologico e biologico, come se esistesse un solo modo per essere uomini o donne. «Quello che le donne non vogliono che tu sappia, è che quando sono in ovulazione tradiscono di più», dice un tizio con gli occhiali da sole scuri, cappellino e modi aggressivi. In un corso venduto a 500 euro da un love coach, un intero modulo è dedicato a «cosa vogliono le donne». «Io non so come funziona la corrente, e non so come funziona una lampadina, ma so a cosa serve e so come sfruttarla quando lo desidero. In questo capitolo della psicologia femminile hai ORE di contenuto a disposizione per metterti nella mia stessa condizione con la lampadina: sapere come usarla quando serve», si legge nella sinossi del corso. «Sarai in grado di comprendere come funziona la mente emotiva della donna, e come funzionano le leggi biologiche alle quali NESSUNA donna può sfuggire». Lo stesso love coach invitato, tra l’altro, in un programma tv della Rai, ha parlato dello stalking come «strategia da evitare perché inefficace», senza fare menzione alla violenza di un’azione che, in quanto tale, si configura come reato.

Questo perché, come visto in altri video, i messaggi delle donne sono ritenuti «ambigui» e operano «su scale valoriali diverse» rispetto agli uomini. «Se lei si fa desiderare non ti sta allontanando. Se ti dice: “non sono sicura”, sta solo verificando se hai bisogno di un ciuccio emotivo ogni 5 minuti o se hai una colonna vertebrale»: un “no” per dire “sì”, quindi, cancellando i confini dell’altro in virtù della possibilità di diventare «l’uomo che le donne vogliono». Un uomo che «risolve i problemi, non annoia, che cresce ed evolve».

Le relazioni sono hackeraggi di sistema, la ricerca di una persona con cui condividere vita ed esperienza è ridotta a una competizione darwiniana per poche risorse. Una visione che aggiunge pressione, ansia e sospetto, invece che sottrarli, a chi si trova in una condizione di fragilità. Perché quando le tecniche non funzionano, ma si sono spesi tempo e denaro, la frustrazione aumenta. Si è fatto di tutto per essere un’altra persona ed essere degni di amore, ma poi si è soli come al punto di partenza. Il messaggio non troppo implicito di questi è che se fallisci, però, è comunque colpa tua. Ancora una volta, il «se vuoi, puoi» inquina ambiti delle nostre esistenze e assolve PUA e love coach.

Se da un lato questi video offrono spunti di manipolazione per conquistare le donne o rimetterle “al loro posto”, dall’altro accusano le donne che farebbero lo stesso. « Ci sono donne che vi amano profondamente ma nell’indole sono state influenzate dalla propaganda [femminista, ndr] e ti schiacciano un passettino alla volta». Il femminismo è letto come una cospirazione contro gli uomini che corrompe la natura delle donne e distrugge le relazioni tra i due generi. Molti dei principi su cui si basano i corsi dei PUA sono gli stessi su cui si basa la redpill, secondo cui le donne si legano agli uomini non per affetto ma per convenienza e che quindi sarebbero loro ad avere le redini del gioco. Non c’è niente di vero, di autentico tra due persone, solo competizione e sospetto. Per questo alcuni PUA suggeriscono di assicurarsi di avere soldi sufficienti per affrontare un eventuale divorzio ancora prima di sposarsi.

Il punto è che, contenuto dopo contenuto, si scivola verso discorsi più apertamente violenti. A un certo punto mi compare un tipo con un cappellino che urla quanto sarebbe necessario un “burqa occidentale”. «Tra poco noi uomini ci romperemo il c***o e vi rimetteremo sotto e vi rimetteremo il burqa», dice il tipo nel video. Vedo dal suo profilo che si tratta di un padre separato che racconta spesso della sua condizione, appoggiando tesi violente e misogine. «Voi non state cercando l’uguaglianza, voi ci state massacrando». Sotto tra i commenti, «bravo, ti faccio gli applausi, da donna».

Non è PUA o un love coach, ma semplicemente il punto di arrivo propostomi dall’algoritmo, dopo giorni di video di grafici “del rimorchio” e video di approcci nella vita reale.
02:59
  • Copiato negli appunti https://www.vdnews.it/societa-e-costume/2026/01/22/video/gli-uomini-che-vendono-corsi-per-insegnare-a-rimorchiare-21018325/
  • Copiato negli appunti <iframe src="https://www.vdnews.it/embed/societa-e-costume/2026/01/22/video/gli-uomini-che-vendono-corsi-per-insegnare-a-rimorchiare-21018325/" width="640" height="360" frameborder="0" scrolling="no"></iframe>

Potrebbe piacerti anche