«Si può vivere e lavorare in Basilicata»

La Basilicata è oggi la regione con il tasso di spopolamento più alto d’Italia: ogni anno circa 4mila persone lasciano il territorio in cerca di studio, lavoro o nuove opportunità. Allo stesso tempo, da diversi anni ci sono giovani che scelgono di restare e altri che decidono di tornare. Ma allora, è davvero destinata a spopolarsi? Esiste una soluzione perché le nuove generazioni lucane restino nella loro terra, o quantomeno abbiano la possibilità reale di scegliere se farlo o andare via? Le aree interne sono state spesso raccontate da altri, e questo non ha permesso a chi le abita di essere davvero ascoltato.

In alcuni casi si è persino cercato di trasformarle in copie delle città, ignorando che qui servono modelli diversi e risposte costruite a partire dai territori stessi. Per questo, insieme a Sphera Network, abbiamo organizzato un tour in alcune università per discutere con gli studenti di partenze, "restanze" e ritorni, e di quali condizioni servano per costruire un futuro anche fuori dalle grandi città. L’obiettivo è lavorare insieme a un “Manifesto delle province future”, che raccolga proposte concrete e punti di vista dei giovani.

Nella nostra terza tappa, a Potenza, abbiamo avuto l’occasione di parlarne all'Università degli Studi della Basilicata con Stella Moliterni, componente de I Ritornati e dottoranda in politiche agricole, Antonio Prota, co-fondatore de La Tornanza, Domenico Copertino, docente di Antropologia culturale, Giovanni Quaranta, docente di Europrogettazione e sviluppo territoriale, e Patrizia Orofino, responsabile del progetto europeo dedicato alla rivitalizzazione delle aree interne per Sviluppo Basilicata.
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