Trump dietro le sbarre, Putin difensore dei diritti LGBTQIA+, i manifesti del collettivo CHEAP
La Palestina è libera, il fascismo è abolito, Trump è dietro le sbarre (costituite dalla bandiera americana), Putin è mano nella mano con una persona su uno sfondo arcobaleno, ognuno può vivere la propria sessualità, si può essere veramente liberi e felici. Sono alcune delle utopie raccontate da «Trust Utopia», il nuovo progetto di Cheap, che ha portato oltre duecento manifesti sui muri di Bologna trasformando la città in una galleria a cielo aperto.
Un’installazione collettiva, fuori dagli schemi, che critica i potenti, smonta il patriarcato e l’algoritmo, e allo stesso tempo immagina la fine delle guerre, la giustizia ambientale e la libertà dei corpi e dei desideri. Ogni poster è un frammento di un mondo possibile, una visione condivisa che ribalta i paradigmi e invita a immaginare l’impossibile, a credere che anche ciò che sembra lontano possa prendere forma. Perché – scrivono le curatrici del progetto – «un’utopia non è un ideale irrealizzabile, ma qualcosa che ancora non c’è. E per questo va immaginata, praticata, resa visibile».
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Un’installazione collettiva, fuori dagli schemi, che critica i potenti, smonta il patriarcato e l’algoritmo, e allo stesso tempo immagina la fine delle guerre, la giustizia ambientale e la libertà dei corpi e dei desideri. Ogni poster è un frammento di un mondo possibile, una visione condivisa che ribalta i paradigmi e invita a immaginare l’impossibile, a credere che anche ciò che sembra lontano possa prendere forma. Perché – scrivono le curatrici del progetto – «un’utopia non è un ideale irrealizzabile, ma qualcosa che ancora non c’è. E per questo va immaginata, praticata, resa visibile».