Sessa Aurunca, protesta contro la chiusura dei punti nascita pubblici: «Favoriscono i privati»

Nei giorni scorsi, Sessa Aurunca ha alzato la voce contro la chiusura del punto nascita dell’ospedale “San Rocco” e di quelli di Piedimonte Matese e Sapri. La decisione, imposta dal Governo per il basso numero di nascite registrate – sotto le 500 necessarie per tenere il reparto aperto – è soltanto l’ultimo segnale di una crisi profonda della sanità pubblica.

Il corteo, organizzato dal Comitato San Rocco Bene Comune, ha raccolto oltre 2mila persone tra cittadini, associazioni e sindacati. In testa al corteo, lo slogan chiaro: «Nessun favore. Solo diritti!».

La manifestazione ha messo in luce i problemi ormai cronici della sanità nei territori: reparti che chiudono, carenza di personale, mezzi di soccorso insufficienti, e una crescente privatizzazione che spinge sempre più verso l’emarginazione sociale.

Il Comitato San Rocco Bene Comune ha ricordato che, stando ai libretti pediatrici distribuiti alle strutture private in convenzione, nel territorio sono nati oltre 2mila bambini, ben oltre la soglia che giustificherebbe la dismissione. A essere sotto accusa, ancora una volta, è dunque la crescente privatizzazione dei servizi sanitari e la logica dei numeri che sacrifica diritti e territori. L’appello finale è chiaro: la salute non è un privilegio, ma un diritto universale da difendere.
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