Drogarsi per fare sesso, cos'è il chemsex

Il chemsex – termine coniato dall’attivista e operatore inglese David Stwart nel 2001 – è l’assunzione di sostanze psicoattive associate a pratiche sessuali, al fine di aumentarne intensità e durata, con sessioni che possono durare anche giorni.

Non è da confondere con “l’uso sessualizzato occasionale di sostanze”: quando, per esempio, si assume qualcosa prima o durante il sesso. E ha una connotazione sociale specifica: nasce in una nicchia della comuntà MSM – uomini che fanno sesso con uomini (anche se non è una loro esclusiva).

In Italia, la letteratura scientifica in merito è poca, ma è stato evidenziato – in linea con gli altri Paesi – che l’utilizzo di chemsex viene soprattutto esperito in feste private  in coppia o in gruppo, spesso organizzate spesso tramite app come Grindr o o gruppi Telegram.

Il discorso è lungo e complesso: ci sono utilizzatori che vivono il chemsex in maniera aproblematica, altri che possono sperimentare conseguenze legali, economiche, emotive o cadere nella dipendenza da chemsex. 

Proprio per questo abbiamo dedicato al tema, con ospiti esperti e persone utilizzatrici di chemsex, una puntata de “La Botta”, il videopodcast di VD News e OnePodcast che parla di droghe nei loro contesti, che potrete trovare su Spotify, Youtube e tutte le altre piattaforme di ascolto.
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