Silvia Salis devolverà i risarcimenti per gli insulti sessisti ricevuti a centri antiviolenza

La sindaca di Genova Silvia Salis ha annunciato in un video su Instagram di aver definito il primo risarcimento di 5mila euro, derivante da una delle tante querele presentate contro chi, sui social, ha utilizzato verso di lei «parole violente e degradanti». «Chi mi ha dato della puttana sui social, alla fine pagherà», ha detto. E ha annunciato che quei soldi verranno usati per sostenere centri antiviolenza: «Chi diffonde odio sui social deve essere punito. L’odio va trasformato in bene. Per questo ho deciso che la somma versata dal primo "leone da tastiera" vada in beneficenza al centro antiviolenza Mascherona, all'associazione Per Non Subire Violenza e a Casa Pandora Margherita Ferro. Le altre somme, che sono certa arriveranno, saranno versate con fini analoghi».

«A un uomo si dice che è uno stronzo, che è un prepotente, mentre una donna dici che è una Barbie o che è una puttana», ha spiegato. «A una donna non si contesta mai il ruolo che ricopre, ma come si veste, come appare, quali sono le sue scelte nella vita privata. È un modo per delegittimarla continuamente all'interno della società». A novembre, Salis aveva letto in Consiglio comunale alcuni insulti sessisti ricevuti sui social e nei messaggi privati. «Se pensate che questa città non abbia bisogno dell’educazione sessuale e affettiva siete molto lontani dalla realtà», aveva poi detto rivolgendosi alle opposizioni.
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