«Viviamo tra affitti impossibili, lavori precari, genitori verso cui non si vuole pesare ma da cui non si riesce a staccarsi. Ne faccio parte anch’io. E proprio per questo voglio portarla dentro ogni scelta e ogni decisione».

Con queste parole, Mia Bintou Diop, 23 anni, ha commentato la sua nomina a vicepresidente della Regione Toscana. Rappresenta la Generazione Z, quella che chiede di contare ora, senza dover attendere un turno che – come scrive lei stessa – «non arriva mai, se non siamo noi a prendercelo».

Livornese, figlia dello storico attivista e sindacalista della comunità senegalese Mbaye Diop, è stata scelta dal presidente Eugenio Giani come sua vice, a un mese dalla rielezione. «Quando mi è arrivata la proposta – ha raccontato – la testa si è riempita di domande. E la risposta l’ho trovata dove tutto è iniziato: Livorno. Perché quello che sono viene da lì, dalle scuole, dai circoli, dai tavoli in cui si discute per ore, dalla mia prima esperienza nelle istituzioni locali. Da una città che mi ha insegnato che l’impegno non è mai individuale. Che quando ti affidi alla comunità, non cammini mai da sola».

E sarà proprio quello spirito – collettivo, concreto e generazionale – che Diop vuole portare nelle istituzioni. Il suo obiettivo, ha spiegato, è dare voce ai bisogni e alle aspettative dei più giovani: lavoro stabile, casa, partecipazione, sostenibilità. Temi spesso evocati ma raramente rappresentati nei luoghi decisionali. «Oggi mi tremano un po’ le mani – ha scritto sui social – ma sono le mani di una generazione che sa di voler fare e che vuole avere la possibilità di poter fare».

Con la sua nomina, Diop diventa la più giovane vicepresidente nella storia della Toscana. E manda un messaggio chiaro: costruire una politica «che non si limiti ad amministrare l’esistente, ma che allarghi lo spazio dei diritti e delle possibilità per tutte e per tutti, ogni giorno».