Da «siete dei poveri comunisti» a «ok, parliamone»
Dalla contestazione ad Atreju all’annuncio di una correzione in tempi rapidi: su accesso e semestre filtro della facoltà di Medicina si apre una nuova fase. La ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha annunciato ieri che il modello introdotto per l’anno accademico 2025/26 potrebbe essere modificato già per il prossimo anno, senza però tornare ai tradizionali test d’ingresso.
L’annuncio arriva dopo le forti proteste degli studenti, culminate nei giorni scorsi ad Atreju, la festa di Fratelli d’Italia, dove una delegazione di aspiranti medici ha contestato la ministra sostenendo che, con il semestre filtro così com’è, si rischia di perdere un anno di studi. «Non ce la facciamo più», hanno urlato i ragazzi dell’Udu durante l’intervento di Bernini, che rispondeva con: «Sapete come diceva il presidente Berlusconi? Siete sempre solo dei poveri comunisti. Siete inutili».
Il semestre filtro, ricordiamo, è il nuovo modello di accesso alla facoltà di Medicina, Chirurgia, Odontoiatria e Veterinaria che ha sostituito i quiz d’ingresso a crocette. Tutti gli studenti possono iscriversi ai corsi e dopo circa due mesi di lezioni obbligatorie, sostengono prove d’esame in Chimica, Biologia e Fisica. I voti conseguiti in queste prove contribuiscono alla loro media universitaria e servono per costruire la graduatoria nazionale di accesso agli anni successivi.
Con il modello originario, restare sotto la soglia di sufficienza in una o più materie significava rischiare di non essere ammessi al secondo semestre. A fronte delle migliaia di posti disponibili, i candidati “idonei” sarebbero risultati molto meno numerosi del necessario per riempire le facoltà.
Dopo le contestazioni, il ministero ha lanciato una interpretazione pratica della graduatoria: chi non avrà conseguito la sufficienza in tutte e tre le prove potrà comunque comparire in graduatoria e proseguire gli studi, a condizione di recuperare successivamente i crediti formativi mancanti.
«I 55mila studenti che quest’anno hanno iniziato Medicina “non perderanno un anno”: stanno accumulando crediti formativi e potranno accedere alla graduatoria anche con debiti d’esame, che saranno considerati nel computo finale alla pari dei voti ottenuti. La graduatoria nazionale sarà compilata, e non verranno lasciati posti vuoti a causa dei pochi promossi completi (...). Non mi sono mai sottratta al dialogo, né nelle sedi istituzionali né nelle piazze», ha detto la ministra.
Per il prossimo anno accademico, il ministero sta valutando correttivi che rivedano la struttura della riforma: tra le ipotesi ci sono programmi d’esame ridotti, più tempo tra la fine delle lezioni e l’inizio degli appelli, e un ampliamento dei tempi per lo studio, con l’obiettivo di garantire maggiore spazio alla didattica e ridurre la pressione sul primo semestre di studi. Bernini ha anche proposto l’istituzione di un tavolo di confronto permanente con gli studenti per accompagnare la riforma nei prossimi mesi.