L'app che recensisce gli uomini

A molte donne è capitato di informare le amiche sui vari spostamenti quando si esce con un ragazzo che si conosce da poco. È un modo per sentirsi più sicure. Sean Cook ha tradotto questa esigenza in un’app, Tea, che nelle ultime settimane è diventata molto popolare.

L’app, disponibile negli USA, e si basa su feedback lasciati da altre utenti - che devono dimostrare di essere “donne” - sugli uomini con cui sono uscite, segnalando anche eventuali precedenti penali.

Paradossalmente però l’app che doveva proteggere le donne è stata oggetto di un'importante fuga di dati sensibili delle utenti, comprendente «circa 72.000 immagini, tra cui circa 13.000 selfie e foto identificative inviate dalle utenti durante la verifica dell'account e circa 59.000 immagini visibili pubblicamente nell'app da post, commenti e messaggi diretti».

A sentirsi violati nella loro privacy sono stati però anche molti uomini, che accusano l’app di voler «distruggere la vita delle persone», perché le recensioni possono anche «false» e nega loro la possibilità di difendersi.

Sicuramente Tea non è un’app “perfetta” e solleva importanti questioni per quanto riguarda la privacy, anche perché alcuni dei feedback non riguardano la pericolosità della persona in questione ma aspetti della sua vita privata. Ma la nascita di app simili - e di gruppi Facebook ancor prima - è comunque sintomo di preoccupazione genuina e della necessità di spazi sicuri.
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