«Dobbiamo difendere il nostro diritto di manifestare», dialogo con Willie Peyote
di Vincenzo Ligresti«I movimenti di rottura quando partono dal basso e raggiungono la vetta delle classifiche un po’ muoiono. Non so se sia già il momento di provare nostalgia per l’Indie, però credo che sì, quel fermento lì non c’è più, sento arrivarne un altro». Willie Peyote, rapper e cantautore, incasellato una decina di anni fa nella wave dell’indie italiano, è venuto a trovarci in redazione. Con il brano “Grazie ma no grazie”, portato a Sanremo, affronta il tema della libertà di parola, apprezzando chi scende in piazza per i propri diritti e criticando la fallacia del “non si può più dire niente”.
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