L’eurodeputato Ignazio Marino chiede un’operazione umanitaria UE per Gaza
Durante la sessione plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo l’eurodeputato di Alleanza Verdi Sinistra Ignazio Marino ha chiesto che l’Europa non sia neutrale di fronte al genocidio. L’intervento chiama in causa direttamente l’Alta rappresentante per gli Affari esteri dell’UE, Kaja Kallas, da tempo accusata di avere un atteggiamento attendista e poco proattivo nel cercare soluzioni per Gaza.
Marino in aula ha ricordato le visite a Birkenau e Auschwitz con Sami Modiano, sopravvissuto alla deportazione a 13 anni, e a Hiroshima, davanti alle testimonianze della distruzione delle bombe atomiche. «Kallas dovrà spiegare ai suoi nipoti perché, avendo il potere di rappresentare l’Europa, non abbia fatto l’impossibile per fermare chi bombarda bambini in fila per acqua e pane, né si sia ribellata quando la Presidente della Commissione ha espresso solidarietà a un criminale di guerra», ha detto l’eurodeputato.
Marino ha anche co-firmato una lettera aperta alla Commissaria europea per la cooperazione internazionale, Hadja Lahbib, «per chiedere che l’Europa passi dalle parole ai fatti». Col testo chiede azioni concrete: un’operazione umanitaria europea che entri direttamente nella Striscia, la tracciabilità degli aiuti e sanzioni «per chi ostacola il diritto alla vita».
Nonostante la condanna di larga parte dell’opinione pubblica, finora l’Unione Europea ha mantenuto una posizione neutrale sul genocidio a Gaza, limitandosi a chiedere il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi nelle mani di Hamas. Alcuni Paesi membri, a partire da Spagna e Germania, hanno invece scelto di attivarsi singolarmente.
Solo questa settimana Ursula Von Der Leyen ha annunciato che la Commissione UE proporrà azioni e sanzioni contro Israele. La Presidente si è posta l’obiettivo di bloccare il pagamento dei fondi destinati allo Stato ebraico e intervenire sulle relazioni commerciali. Non è però detto che l’iniziativa verrà concretizzata, poiché potrebbe essere ostacolata da Paesi ostili alle sanzioni verso Israele, come l’Ungheria e l’Italia.
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Marino in aula ha ricordato le visite a Birkenau e Auschwitz con Sami Modiano, sopravvissuto alla deportazione a 13 anni, e a Hiroshima, davanti alle testimonianze della distruzione delle bombe atomiche. «Kallas dovrà spiegare ai suoi nipoti perché, avendo il potere di rappresentare l’Europa, non abbia fatto l’impossibile per fermare chi bombarda bambini in fila per acqua e pane, né si sia ribellata quando la Presidente della Commissione ha espresso solidarietà a un criminale di guerra», ha detto l’eurodeputato.
Marino ha anche co-firmato una lettera aperta alla Commissaria europea per la cooperazione internazionale, Hadja Lahbib, «per chiedere che l’Europa passi dalle parole ai fatti». Col testo chiede azioni concrete: un’operazione umanitaria europea che entri direttamente nella Striscia, la tracciabilità degli aiuti e sanzioni «per chi ostacola il diritto alla vita».
Nonostante la condanna di larga parte dell’opinione pubblica, finora l’Unione Europea ha mantenuto una posizione neutrale sul genocidio a Gaza, limitandosi a chiedere il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi nelle mani di Hamas. Alcuni Paesi membri, a partire da Spagna e Germania, hanno invece scelto di attivarsi singolarmente.
Solo questa settimana Ursula Von Der Leyen ha annunciato che la Commissione UE proporrà azioni e sanzioni contro Israele. La Presidente si è posta l’obiettivo di bloccare il pagamento dei fondi destinati allo Stato ebraico e intervenire sulle relazioni commerciali. Non è però detto che l’iniziativa verrà concretizzata, poiché potrebbe essere ostacolata da Paesi ostili alle sanzioni verso Israele, come l’Ungheria e l’Italia.