Lavorare di meno, godere di più: il programma del Partito dei Capibara
di Giulia Echites«Per tutte noi la vita quotidiana si riproduce in un costante pagare la spesa, le bollette, l’affitto, il treno, la benzina, i farmaci. Una vita passata a lavorare per pagare ciò che ci serve per campare». D’altra parte il lavoro, in questa quotidianità, è necessariamente un «imperativo biologico, un’attività obbligatoria». Ma davvero non esistono alternative a questa vita? Davvero è più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo?
Davide Dibitonto è partito col farsi queste domande per arrivare a trovare l’alternativa: una società post lavorista in cui il nuovo modello di vita è basato sull’abbondanza di tempo libero, la gratuità di beni e servizi e un reddito universale basato sull’automazione. Tutto questo è diventato il programma del partito Capibara, un’applicazione tecnica del concetto di comunismo di lusso, una visione del mondo in cui si lavora meno e si gode di più.
Come è possibile? Sfruttando il fatto che «viviamo nell'epoca più abbondante e tecnologicamente avanzata della storia umana». Quello che il partito Capibara rivendica è che l’automazione, l’intelligenza artificiale utilizzata nel modo corretto, può già alleggerire il lavoro dell’uomo, fonti energetiche pulite potrebbero fornire elettricità illimitata a costo quasi nullo, le tecnologie esistenti permetterebbero di realizzare un sistema di trasporto pubblico automatizzato in grado di superare definitivamente l'era dell'automobile privata.
Queste considerazioni emergono da Reti di Progettazione Aperte, per chiunque desideri costruire una vita libera dal lavoro senza fine e gratuitista. Dal partito Capibara non arrivano solo proposte di riforme, ma decreti attuativi che calcolano i costi, analizzano gli scenari e progettano la transizione.
Raduni spontanei dei Capibara si stanno già organizzando in tutta Italia: ad aprile, ad esempio, ci sono appuntamenti a Padova, Bologna, Firenze e Milano.
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Davide Dibitonto è partito col farsi queste domande per arrivare a trovare l’alternativa: una società post lavorista in cui il nuovo modello di vita è basato sull’abbondanza di tempo libero, la gratuità di beni e servizi e un reddito universale basato sull’automazione. Tutto questo è diventato il programma del partito Capibara, un’applicazione tecnica del concetto di comunismo di lusso, una visione del mondo in cui si lavora meno e si gode di più.
Come è possibile? Sfruttando il fatto che «viviamo nell'epoca più abbondante e tecnologicamente avanzata della storia umana». Quello che il partito Capibara rivendica è che l’automazione, l’intelligenza artificiale utilizzata nel modo corretto, può già alleggerire il lavoro dell’uomo, fonti energetiche pulite potrebbero fornire elettricità illimitata a costo quasi nullo, le tecnologie esistenti permetterebbero di realizzare un sistema di trasporto pubblico automatizzato in grado di superare definitivamente l'era dell'automobile privata.
Queste considerazioni emergono da Reti di Progettazione Aperte, per chiunque desideri costruire una vita libera dal lavoro senza fine e gratuitista. Dal partito Capibara non arrivano solo proposte di riforme, ma decreti attuativi che calcolano i costi, analizzano gli scenari e progettano la transizione.
Raduni spontanei dei Capibara si stanno già organizzando in tutta Italia: ad aprile, ad esempio, ci sono appuntamenti a Padova, Bologna, Firenze e Milano.