Il 10% degli italiani ha in mano il 60% della ricchezza nazionale
Secondo la 38ª edizione del Rapporto Italia di Eurispes, oltre sei italiani su dieci (62,1%) dichiarano di arrivare a fine mese con difficoltà. Per far fronte alle spese quotidiane, circa un terzo della popolazione è costretto ad attingere ai risparmi accumulati, in un contesto economico che l’istituto definisce caratterizzato da una “fragilità diffusa”.
Le principali criticità riguardano i costi legati all’abitazione e ai servizi essenziali. Più del 45% delle famiglie segnala difficoltà nel pagamento dell’affitto, mentre il 28,7% indica problemi nel sostenere le utenze domestiche. Seguono le rate del mutuo (27,2%) e le spese mediche (25,5%).
Il rapporto evidenzia inoltre un forte squilibrio nella distribuzione della ricchezza. In Italia il 10% delle famiglie più ricche detiene il 59,9% del patrimonio nazionale, mentre alla metà più povera della popolazione spetta appena il 7,4%. Eurispes sottolinea anche che nel 2024 il patrimonio complessivo dei 71 miliardari italiani è aumentato di circa 61,1 miliardi di euro, superando quota 270 miliardi.
In questo quadro si inserisce anche la proposta di legge di iniziativa popolare “1%EQUO”, che punta a introdurre un’imposta progressiva sui grandi patrimoni superiori ai 2 milioni di euro, escludendo la prima casa. La campagna, per cui è stata avviata una raccolta firme online e nei banchetti in tutta Italia, prevede aliquote comprese tra l’1% e il 3,5% e, secondo i promotori, riguarderebbe meno dell’1% della popolazione. Le risorse raccolte sarebbero destinate a sanità pubblica, istruzione, politiche abitative e sostegno al reddito.
Sul fronte delle aspettative economiche prevale intanto un clima di sfiducia. Quasi un italiano su due (47,8%) ritiene che nei prossimi dodici mesi la situazione economica del Paese peggiorerà, dato in crescita di dieci punti percentuali rispetto al 2025.
«L’Italia del 2026 – ha dichiarato il presidente di Eurispes, Gian Maria Fara – si trova dinanzi a una costellazione di crisi che non sono emergenze da affrontare con il metodo del rattoppo, ma nodi che, se non sciolti, rischiano di stringerci in una morsa irreversibile».