Caro-energia: perché l'Italia rischia di pagare di più?

Nei quasi quindici giorni di guerra in Asia occidentale, in Italia l’energia elettrica ha toccato il picco del +30% e il prezzo del gasolio in autostrada dei 2,60 euro/litro. Per salvare autotrasportatori, agricoltori, pesacatori ma anche singoli consumatori dagli aumenti dei prezzi, in questi giorni si è parlato di tutto: accise mobili, ETS, uso di riserve strategiche, emendamenti al decreto bollette, tassazione delle compagnie petrolifere che speculano.

Ad oggi, però, il governo è ancora fermo. Al momento in cui stiamo registrando, 12 marzo (lo sottolineiamo perché la situazione varia costantemente e tempestivamente) il governo non è ancora intervenuto su un taglio delle accise, nonostante le pressioni di opposizioni e Codacons, le associazioni per i diritti di utenti e consumatori. E anche l’aumento delle tasse alle compagnie petrolifere che starebbero speculando sulla crisi, aumentando i prezzi sul carburante più del necessario, al momento è ancora solo un avvertimento.

La presidente Meloni e i ministri competenti stanno piuttosto avanzando richieste a Bruxelles, sperando forse che soluzioni arrivino dall’Unione europea.
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