Il tennis è uno sport per ricchi?

In questi giorni Roma ospita gli Internazionali d’Italia, uno dei tornei di tennis più importanti dell’anno e quindi anche le giocatrici e i giocatori più forti al mondo. Soprattutto negli ultimi anni, tenniste e tennisti italiani stanno realizzando imprese, raccogliendo successi e scalando il ranking delle classifiche ATP e WTA, fino alle prime posizioni.

Questo ha fatto sì che il tennis raggiungesse sempre più persone e guadagnasse sempre più appassionati. Che è una cosa positiva: l’ultima legge di bilancio, ad esempio, ha assegnato alla Federazione italiana tennis e padel oltre 16milioni di euro, con l’incremento - rispetto all’anno precedente - più alto di tutte le federazioni: più di due milioni di euro. E questi soldi dovrebbero servire anche a sostenere le associazioni sportive dilettantistiche sul territorio o progetti per incentivare sport e inclusione.

Allo stesso tempo, però, per chi vuole giocare a tennis, il “successo” dello sport ha portato anche qualche disagio e difficoltà: circoli sempre più affollati, campi impossibili da prenotare e aumento dei prezzi, degli stessi campi all’ora, dell’attrezzatura…per non parlare dei biglietti per i tornei per vedere dal vivo questi campioni.

Lo abbiamo chiesto alle giocatrici e ai giocatori del circolo DLF di Bologna di raccontarci le loro esperienze.
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