Xi, Putin e Kim celebrano il "nuovo ordine mondiale"
Il 3 settembre a Pechino è andato in scena un evento dal grande valore simbolico. I leader di diversi Paesi legati alla Cina, a partire da Vladimir Putin e Kim Jong-un, hanno raggiunto Xi Jinping per partecipare a una imponente parata militare per celebrare l’80° anniversario dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, e dall’occupazione del territorio cinese da parte del Giappone, iniziata nel 1931. Non era presente nessun occidentale, a parte il premier slovacco e filorusso Robert Fico.
Durante l’esibizione, descritta come una delle più grandi nella storia del Paese, hanno sfilato in Piazza Tienanmen circa 10mila soldati insieme a centinaia di missili, dai tattici ai balistici fino a quelli con capacità nucleare. Ma anche droni volanti e sottomarini, aerei ed elicotteri. La spesa complessiva secondo Taiwan, isola minacciata da Pechino che rivendica come parte del suo territorio, avrebbe superato i 5 miliardi di dollari.
La Cina ha sfruttato l’evento per dare risalto alla sua potenza militare, rilanciando i legami con Russia, Corea del Nord e tutti quei Paesi – suprattutto del Sud del Mondo – che mirano a controbilanciare l’egemonia occidentale guidata dagli Stati Uniti. L’occasione arriva a pochi mesi dall’annuncio dei dazi di Trump, e mentre sono in corso tre grandi conflitti con implicazioni globali: l’invasione russa dell’Ucraina, il genocidio a Gaza e la guerra civile in Sudan.
Durante il suo discorso Xi Jinping ha usato toni molto schietti per posizionare la Cina in quello che talvolta viene definito come “nuovo ordine mondiale”, cioè il cambio di equilibrio – ancora in via di definizione – nei rapporti di forza tra le varie potenze globali. «Pace o guerra? Dialogo o scontro? Cooperazione che premia tutte le parti o rivalità a somma zero? Oggi l’umanità è di nuovo di fronte a scelte cruciali», ha detto Xi in quello che è suonato come un avvertimento verso gli Stati Uniti e Taiwan.
Trump, sul suo social Truth, ha commentato in modo sarcastico. Prima ha augurato al «meraviglioso» popolo cinese «una splendida giornata di festa». Poi ha chiesto di portare «i miei più calorosi saluti a Vladimir Putin e a Kim Jong Un mentre cospirate contro gli Stati Uniti d’America».
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Durante l’esibizione, descritta come una delle più grandi nella storia del Paese, hanno sfilato in Piazza Tienanmen circa 10mila soldati insieme a centinaia di missili, dai tattici ai balistici fino a quelli con capacità nucleare. Ma anche droni volanti e sottomarini, aerei ed elicotteri. La spesa complessiva secondo Taiwan, isola minacciata da Pechino che rivendica come parte del suo territorio, avrebbe superato i 5 miliardi di dollari.
La Cina ha sfruttato l’evento per dare risalto alla sua potenza militare, rilanciando i legami con Russia, Corea del Nord e tutti quei Paesi – suprattutto del Sud del Mondo – che mirano a controbilanciare l’egemonia occidentale guidata dagli Stati Uniti. L’occasione arriva a pochi mesi dall’annuncio dei dazi di Trump, e mentre sono in corso tre grandi conflitti con implicazioni globali: l’invasione russa dell’Ucraina, il genocidio a Gaza e la guerra civile in Sudan.
Durante il suo discorso Xi Jinping ha usato toni molto schietti per posizionare la Cina in quello che talvolta viene definito come “nuovo ordine mondiale”, cioè il cambio di equilibrio – ancora in via di definizione – nei rapporti di forza tra le varie potenze globali. «Pace o guerra? Dialogo o scontro? Cooperazione che premia tutte le parti o rivalità a somma zero? Oggi l’umanità è di nuovo di fronte a scelte cruciali», ha detto Xi in quello che è suonato come un avvertimento verso gli Stati Uniti e Taiwan.
Trump, sul suo social Truth, ha commentato in modo sarcastico. Prima ha augurato al «meraviglioso» popolo cinese «una splendida giornata di festa». Poi ha chiesto di portare «i miei più calorosi saluti a Vladimir Putin e a Kim Jong Un mentre cospirate contro gli Stati Uniti d’America».