Ruspe e camion blindati contro il presidio no tav a Vicenza

L’8 luglio sono iniziate le operazioni di sgombero del presidio ambientalista allestito nel bosco di Ca’ Alte, a Vicenza, nel quartiere Ferrovieri. Gli attivisti e le attiviste del movimento “I boschi che resistono” occupavano l’area da mesi per impedire l’abbattimento di circa 15mila mq di verde, minacciati dai lavori per l’Alta Velocità, nel tratto previsto dal cosiddetto “lotto 2” del progetto Tav.

Il consorzio IRICAV2, incaricato della realizzazione dell’opera, ha dato avvio alle operazioni con un importante dispiegamento di forze: oltre cento agenti, una ventina di mezzi, ruspe e camion dotati di bracci meccanici. L’intera zona è stata isolata. Sono stati sfondati i cancelli d’ingresso e abbattute le piattaforme sopraelevate costruite nei mesi scorsi. Trenta persone sono state portate in questura per l’identificazione.

La risposta sul territorio non si è fatta attendere. In via Maganza è sorto un presidio spontaneo di residenti e solidali, mentre all’interno del bosco un’attivista ha resistito per ore aggrappata a un cedro di 15 metri, destinato all’abbattimento. L’intervento si è concluso nel primo pomeriggio: nessun albero è stato ancora abbattuto, ma sono iniziati i rilievi per la futura strada di cantiere.
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