Saluti romani a Ramelli. Milano risponde con "Bella ciao"
di Samuele MaccoliniIl 29 aprile non è una data come le altre a Milano. Soprattutto quest'anno, in cui cade il 50esimo anniversario dalla morte di Sergio Ramelli, uno degli omicidi che hanno segnato gli Anni di Piombo.
Il giovane militante del Fronte della Gioventù fu massacrato in via Paladini da estremisti di sinistra di Avanguardia Operaia, nel marzo del 1975. Morirà dopo 47 giorni di agonia, il 29 aprile. In quel giorno da anni il ricordo di Ramelli si dipana in un doppio registro: da un lato l'omaggio ufficiale delle istituzioni, di ogni colore politico, a una vittima della violenza politica. Dall'altro, il saluto al «camerata caduto» con un corteo organizzato dalle sigle neofasciste milanesi che per una sera blocca il quartiere Città Studi. Ieri oltre 2mila persone, provenienti da tutta Italia, hanno risposto all'appello di Forza Nuova e Lealtà Azione, tra gli altri.
Il programma viene rispettato ogni anno: il ritrovo in piazzale Gorini, poi la marcia ordinata, in cinque colonne, con fiaccole e bandiere tricolore. Il percorso si conclude davanti alla scritta posta in via Paladini per ricordare Ramelli. La folla si dispone lungo tutta la via e risponde al "presente" facendo il saluto romano per tre volte.
Ma quest'anno, nel momento clou della commemorazione, è accaduto un fatto senza precedenti: da un balcone adiacente alla via è risuonato in segno di protesta il canto "Bella Ciao", emesso a tutto volume da una cassa. I militanti hanno comunque risposto al "presente", ma una volta sciolte le fila hanno reagito stizziti. Un petardo è scoppiato e ci sono stati alcuni secondi di caos. A stento si sono trattenuti gli insulti verso i giornalisti presenti.
In passato ci sono state proteste da parte del quartiere, ma non era mai avvenuta una contestazione così plateale.
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Il giovane militante del Fronte della Gioventù fu massacrato in via Paladini da estremisti di sinistra di Avanguardia Operaia, nel marzo del 1975. Morirà dopo 47 giorni di agonia, il 29 aprile. In quel giorno da anni il ricordo di Ramelli si dipana in un doppio registro: da un lato l'omaggio ufficiale delle istituzioni, di ogni colore politico, a una vittima della violenza politica. Dall'altro, il saluto al «camerata caduto» con un corteo organizzato dalle sigle neofasciste milanesi che per una sera blocca il quartiere Città Studi. Ieri oltre 2mila persone, provenienti da tutta Italia, hanno risposto all'appello di Forza Nuova e Lealtà Azione, tra gli altri.
Il programma viene rispettato ogni anno: il ritrovo in piazzale Gorini, poi la marcia ordinata, in cinque colonne, con fiaccole e bandiere tricolore. Il percorso si conclude davanti alla scritta posta in via Paladini per ricordare Ramelli. La folla si dispone lungo tutta la via e risponde al "presente" facendo il saluto romano per tre volte.
Ma quest'anno, nel momento clou della commemorazione, è accaduto un fatto senza precedenti: da un balcone adiacente alla via è risuonato in segno di protesta il canto "Bella Ciao", emesso a tutto volume da una cassa. I militanti hanno comunque risposto al "presente", ma una volta sciolte le fila hanno reagito stizziti. Un petardo è scoppiato e ci sono stati alcuni secondi di caos. A stento si sono trattenuti gli insulti verso i giornalisti presenti.
In passato ci sono state proteste da parte del quartiere, ma non era mai avvenuta una contestazione così plateale.