Nel pomeriggio di giovedì 20 febbraio un gruppo di attivisti ha fatto irruzione nel negozio Tesla di piazza Gae Aulenti a Milano per un’azione di protesta contro Elon Musk, uomo più ricco del mondo e braccio destro del Presidente USA Donald Trump.

In un comunicato gli attivisti spiegano che «l’azione ha lo scopo di invitare tutti e tutte a boicottare le piattaforme di Musk, i suoi prodotti, e di contrastare attivamente la sua campagna d’odio. L’obiettivo è quello di esporre il progetto autoritario di Elon Musk». L’imprenditore infatti, dopo aver finanziato la campagna di Trump ora guarda all’Europa: supporta il partito di estrema destra tedesco AfD e in generale le forze populiste che ha invitato a seguire l’esempio americano sotto lo slogan Make Europe Great Again.



Tra le altre cose Musk ha anche lanciato un hashtag – #youarethemedianow – «con il quale prevede di orientare l’informazione indipendente in senso populista», denunciano gli attivisti, che accusano il Governo Meloni di seguire la propaganda di Musk.

La protesta anticipa la mobilitazione nazionale prevista per sabato 22 febbraio contro il DDL Sicurezza e l’istituzione delle zone rosse nelle città per espellere da determinate aree i soggetti ritenuti “pericolosi”. Queste misure sono osteggiate da giuristi, associazioni della società civile e militanti antifascisti in quanto rafforzerebbero la repressione del dissenso e minaccerebbero le libertà democratiche. Oltre a Milano sono previste piazze a Brescia, Padova, Bologna, Roma, Napoli insieme ad altre città.