Il Governo promette di sgomberare Casapound, ma a Roma tornano i riti fascisti
Come ogni anno, oggi in via Acca Larentia andrà in scena, indisturbato, il consueto raduno di matrice fascista per la commemorazione dei militanti uccisi nel 1978, con la ritualità del “Presente” e il saluto romano. L’appuntamento principale è previsto tra le 16 e le 18 nel cortile di via Evandro, all’Appio Latino: secondo il preavviso presentato in Questura sono attese almeno mille persone, anche da fuori città e dall’estero.
La giornata, però, è iniziata già dalle prime ore del mattino. Davanti alla sede e nelle strade circostanti si sono formati capannelli per omaggi e saluti, mentre il quartiere è stato tappezzato nei giorni scorsi da striscioni e manifesti – “Ogni anno sentirete presente”, “Per tutti i camerati caduti” – affissi lungo l’asse che dalla Tuscolana conduce ad Acca Larentia. La cerimonia del “Presente”, ripetuta tre volte e accompagnata dal saluto fascista, sarà preceduta da altre iniziative, mentre la Questura ha predisposto un imponente piano di sicurezza e resta alta l’attenzione per eventuali manifestazioni non organizzate di movimenti antagonisti.
«Viva l'Italia antifascista», Il grido di una donna sul balcone interrompe il rito fascista del "Presente" durante la commemorazione di Acca Larentia
Parallelamente, anche Gioventù Nazionale Roma, organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia, ha annunciato una commemorazione con fiaccolata e rito del “Presente” al Parco della Rimembranza. Un doppio appuntamento che riaccende le polemiche su una liturgia che da 48 anni si ripete identica, nonostante le leggi che vietano l’apologia di fascismo.
Il raduno di oggi arriva in giorni particolarmente delicati. Soltanto tre mesi fa, infatti, trentuno militanti di CasaPound hanno ricevuto la notifica di inizio processo per la commemorazione del 2024, durante la quale furono immortalati mentre effettuavano il saluto romano. La procura di Roma, sulla base di un’informativa della Digos, contesta la violazione delle leggi Mancino e Scelba. Un precedente che non sembra aver scoraggiato l’area dell’estrema destra romana, come dimostrano le mobilitazioni e le affissioni comparse in diverse zone della città.
Sullo sfondo rimane poi la questione dello sgombero di CasaPound. Dopo l’operazione contro Askatasuna a Torino, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito che la sede di via Napoleone III, all’Esquilino, potrebbe essere liberata “quanto prima”. Dichiarazioni che si sommano a quelle di altri esponenti di governo ma che hanno alimentato accuse di doppiopesismo da parte delle opposizioni: sgomberi annunciati e promessi più volte, senza mai concretizzarsi, mentre nel cuore di Roma continua a essere consentito un raduno fascista con saluti romani e rituali vietati dalla Costituzione.
E così, mentre il governo assicura che CasaPound prima o poi verrà sgomberata, nel pomeriggio ad Acca Larentia si consumerà ancora una volta l’ormai consueto appuntamento nero. Stesso luogo, stessi simboli e stessa liturgia. Poi, puntuale, il “Presente” fascista delle 18.