La "remigrazione" è un'idea pericolosa
di Davide TragliaUna mattinata di forte tensione alla Camera dei deputati, dove si sarebbe dovuta tenere la conferenza stampa per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla cosiddetta “remigrazione”, promossa da sigle dell’estrema destra come CasaPound, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani, riunite sotto il nome di Remigrazione e Riconquista. La sala, prenotata dal deputato leghista Domenico Furgiuele, è stata chiusa per motivi di sicurezza dopo l’occupazione da parte delle opposizioni, che hanno protestato contro l’iniziativa.
Uno dei punti centrali e più controversi della proposta è il “patto di remigrazione volontaria”: un incentivo economico pensato per spingere anche stranieri regolarmente residenti – lavoratori, studenti, famiglie – a lasciare l’Italia, rinunciando in modo definitivo e irrevocabile a ogni diritto di soggiorno e a qualsiasi prospettiva futura di cittadinanza. Il fondo verrebbe finanziato attraverso tagli alle risorse destinate all’accoglienza e all’integrazione. Una misura che si presenta formalmente come una libera scelta, ma che nei fatti esercita una forte pressione economica e simbolica su persone pienamente integrate e legittimate a vivere nel Paese, rivelando un impianto profondamente xenofobo.
All’esterno di Montecitorio gli esponenti del comitato hanno denunciato quella che definiscono una censura, sostenendo che “se ci facessero andare in tv avremmo più consenso” e arrivando ad affermare che “l’antifascismo è mafia”. Noi di VD abbiamo chiesto a Furgiuele – che ha reso possibile l’iniziativa prenotando la sala e garantendo la propria presenza – di prendere le distanze da queste affermazioni e di chiarire se si riconoscesse nei valori dell’antifascismo. Il deputato ha scelto di non commentare, limitandosi a ribadire di essere d’accordo con il contenuto della proposta di legge.
In piazza era presente anche il segretario di +Europa Riccardo Magi, che a VD ha dichiarato: «Il senso di questa proposta è profondamente razzista, si stanno proponendo leggi razziali. È la stessa idea che vediamo negli Stati Uniti con l’Ice: deportare le persone in base a un criterio etnico». «La cosa più grave – ha aggiunto – è che nessun esponente della maggioranza o del governo ha espresso una condanna netta: questo attivismo neofascista è evidentemente molto più importante per la destra di governo di quanto si voglia ammettere».
Dopo la chiusura della sala, Furgiuele e Roberto Vannacci sono intervenuti sui social parlando di “forzatura antidemocratica” e di “censura”. Furgiuele ha inoltre confermato che il leader della Lega, Matteo Salvini, «era al corrente che io facevo questa iniziativa e sicuramente non si dissocia». Una posizione ribadita anche dal partito, che non ha preso le distanze dall’evento e lo ha difeso in una nota ufficiale. Un segnale politico che mostra come l’obiettivo degli ambienti dell’estrema destra di ottenere una legittimazione istituzionale sia, almeno in parte, riuscito.
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Uno dei punti centrali e più controversi della proposta è il “patto di remigrazione volontaria”: un incentivo economico pensato per spingere anche stranieri regolarmente residenti – lavoratori, studenti, famiglie – a lasciare l’Italia, rinunciando in modo definitivo e irrevocabile a ogni diritto di soggiorno e a qualsiasi prospettiva futura di cittadinanza. Il fondo verrebbe finanziato attraverso tagli alle risorse destinate all’accoglienza e all’integrazione. Una misura che si presenta formalmente come una libera scelta, ma che nei fatti esercita una forte pressione economica e simbolica su persone pienamente integrate e legittimate a vivere nel Paese, rivelando un impianto profondamente xenofobo.
All’esterno di Montecitorio gli esponenti del comitato hanno denunciato quella che definiscono una censura, sostenendo che “se ci facessero andare in tv avremmo più consenso” e arrivando ad affermare che “l’antifascismo è mafia”. Noi di VD abbiamo chiesto a Furgiuele – che ha reso possibile l’iniziativa prenotando la sala e garantendo la propria presenza – di prendere le distanze da queste affermazioni e di chiarire se si riconoscesse nei valori dell’antifascismo. Il deputato ha scelto di non commentare, limitandosi a ribadire di essere d’accordo con il contenuto della proposta di legge.
In piazza era presente anche il segretario di +Europa Riccardo Magi, che a VD ha dichiarato: «Il senso di questa proposta è profondamente razzista, si stanno proponendo leggi razziali. È la stessa idea che vediamo negli Stati Uniti con l’Ice: deportare le persone in base a un criterio etnico». «La cosa più grave – ha aggiunto – è che nessun esponente della maggioranza o del governo ha espresso una condanna netta: questo attivismo neofascista è evidentemente molto più importante per la destra di governo di quanto si voglia ammettere».
Dopo la chiusura della sala, Furgiuele e Roberto Vannacci sono intervenuti sui social parlando di “forzatura antidemocratica” e di “censura”. Furgiuele ha inoltre confermato che il leader della Lega, Matteo Salvini, «era al corrente che io facevo questa iniziativa e sicuramente non si dissocia». Una posizione ribadita anche dal partito, che non ha preso le distanze dall’evento e lo ha difeso in una nota ufficiale. Un segnale politico che mostra come l’obiettivo degli ambienti dell’estrema destra di ottenere una legittimazione istituzionale sia, almeno in parte, riuscito.